Lucca-Aulla, odissea permanente: tre ore bloccati sul treno fermo

Passerelle pre-elettorali quando c’è da inaugurare qualche nuovo treno che dovrebbe migliorare il servizio, impegni a tutelare le esigenze e i diritti dei pendolari, dichiarazioni minacciose da parte di politici e amministratori contro Trenitalia che, imperturbabile, continua a fornire servizi da terzo mondo sulle tratte locali. Su tutte –  come ben documenta il giornalista Stefano Taglione in un libro-dossier di recente pubblicazione – c’è la linea Lucca-Aulla che collega la Piana alla Garfagnana.

Dopo le proteste per ritardi, treni soppressi, carrozze stracariche e posti in piedi, impianti di riscaldamento in tilt, buchi che lasciano entrare acqua nei vagoni, il culmine si è raggiunto questa sera intorno alle 18,30, quando il Swing diretto da Lucca a Castelnuovo si è improvvisamente fermato tra Ponte a Moriano e Diecimo, in un tratto impervio tra la montagna e il fiume Serchio. Nonostante le revisioni seguite a tanti precedenti problemi tecnici, qualcosa nel treno non ha funzionato, sembra ad una scheda dell’impianto frenante. Ma a scatenare la reazione dei passeggeri, spaventati e inferociti, è stato l’abbandono che hanno subito per circa tre ore, nel buio di una notte di pioggia.

Non può non far riflettere il racconto dei pendolari:

“Nessuno veniva  a chiederci se avevamo bisogno di qualcosa. Nessuno veniva a darci una informazione, anche se ci siamo resi conto conto che il macchinista doveva essere più preoccupato di noi. Il treno era anche in pendenza, nel buio, sotto la pioggia, in curva e sotto la montagna. A un certo punto abbiamo avuto paura di rimanere lì non sappiamo fino a che ora. E meno male che non eravamo in galleria. Dopo ripetuti tentativi vani  effettuati dal macchinista,   sono stati chiamati gli operatori della manutenzione: eravamo vicini alle 3 ore di attesa.

“All’inizio siamo rimasti al buio, ma la luce, almeno quella, è tornata poco dopo.  Oltre alla sfortuna dell’arresto, è apparso subito problematico anche il posto: in discesa, proprio sotto al monte e in piena curva. Per questo motivo Trenitalia non ha dato il consenso per far scendere i passeggeri. La polizia arrivata dopo un paio d’ore ed ha in pratica fatto  assistenza da lontano, così come la Croce Verde. Dicono sia arrivata anche la Protezione civile, ma  fra tutti non sono stati capaci di farci arrivare una bottiglina di acqua.  La capotreno ci ha risposto secca, con pochissime parole: un guasto alla scheda elettrica dei comandi, o qualcosa del genere.

“Nessuna informazione, nessuno ha chiesto se i passeggeri avessero bisogno di qualcosa, come se fossimo andati al cinema. E’ un treno realizzato al risparmio che un giorno sì e l’altro pure procura disagio e ritardi a persone che si alzano alle 5 del mattino per andare a lavorare. Tornerà a rendersi conto della situazione il presidente  Enrico Rossi, visto qui per l’inaugurazione del nuovo servizio prima delle elezioni? E’ questo il miglioramento assicurato?”.

Nel mirino dei pendolari non ci sono soltanto Trenitalia e la Regione, ma anche sindaci ed istituzioni locali ritenuti assenti o comunqe poco incisivi e determinati nel tutelare i pendolari.