Lucca capitale della cultura, la lezione degli Stones

E’ utopia pensare che Lucca, che mira ad essere riconosciuta come capitale della cultura nel 2020, riesca a concepire, organizzare, calendarizzare e promuovere manifestazioni e iniziative permanenti di grande successo? Non soltanto per gli appassionati del rock e della musica leggera, o per il popolo dei Cosplayer, dei fumetti e dei giochi di ruolo, ma anche per i suoi tesori e valori identitari come Puccini e i grandi lucchesi della musica, il verde di Mura e parchi delle ville, la sua storia, le sue tradizioni, la sua architettura, il suo territorio e, se vogliamo, l’eccellenza della sua enogastronomia.

Cosa insegnano Summer e Comics

E’ l’interrogativo, pressante, che torna a porre l’indiscutibile successo del concerto degli Stones che, affluenza e promozione a parte, ha mostrato anche efficienza e capacità nel gestire una manifestazione che ha portato a Lucca almeno 60.000 persone nello stesso giorno. E il bis è in arrivo, almeno per il sabato e la domenica di fine ottobre in cui si terrà la mostra dei Comics e Games. E’ lecito allora chiedersi se lo stesso metodo, la stessa cura e lo stesso impegno, se non gli stessi staff, possano essere alla base dell’ambizioso, quanto necessario progetto di riqualificazione e rilancio della proposta culturale, anche a fini di incremento del flusso turistico di qualità, prima economia cittadina. Nelle settimane scorse il nuovo assessore al turismo e alla cultura, Stefano Ragghianti, ha ipotizzato la creazione di una snella struttura ad hoc, una piccola cabina di regia che unisca tutti i soggetti, pubblici e privati, interessati a fare davvero di Lucca una capitale della cultura.

Incrostazioni da rimuovere

Non sarà facile portare avanti una iniziativa del genere, rimuovere resistenze e campanilismi nocivi tra un luogo e l’altro, un’amministrazione e l’altra, una categoria e l’altra. Bisognerebbe intanto che Ragghianti riuscisse a far capire ad amministratori, politici e partiti di tutta la provincia – da unire nel progetto di rilancio complessivo – che eventi e manifestazioni non sono vetrine per celebrarsi e acquisire voti, ma un servizio per la comunità e gli ospiti, oltre che un contributo alla crescita culturale.

Fondazione unica per Puccini

In teoria, come in passato ha proposto – inascoltato – anche il senatore Andrea Marcucci, andrebbe in primo luogo creata un’unica Fondazione Puccini, che metta in rete e a sistema tutto quanto può concorrere ad affermare nel mondo un brand unico, superiore a quello di Mozart, ma davvero poco valorizzato e sfruttato. I piccoli passi avanti fatti negli ultimi tempi e i tentativi di collaborazione non bastano. Anche per ridurre i costi e concentrare le risorse su proposte di qualità occorre un soggetto unico, in grado di assicurare una adeguata gestione e promozione delle case (museo e non) del Maestro, accanto alla valorizzazione dei luoghi che hanno visto le frequentazioni di Puccini per comporre, suonare o semplicemente stare con amici, amoreggiare e villeggiare. Valorizzazione che dovrebbe avere tra le priorità l’ultimazione, il ripristino e la manutenzione della pista ciclabile che da Lucca dovrebbe portare a Torre del Lago, nei luoghi del Maestro, costeggiando il fiume Serchio.

Calendario di concerti e opere per Lucca e Versilia

Più impegnativo ancora il compito di allestire un calendario di concerti e opere da proporre in estate in Versilia e negli altri mesi a Lucca, dove peraltro mancano strutture in grado di accogliere le grandi scenografie e il grande pubblico e quindi i grandi artisti. Ad oggi, rare rassegne di pochi giorni a parte, a offrire musiche pucciniane a Lucca è soprattutto l’associazione “Puccini e la sua Lucca Festival”, che quasi ogni sera organizza concerti nella chiesa di San Giovanni, molto frequentati dai turisti e non solo. Si potrebbe certo fare di più, utilizzando anche l’esperienza organizzativa del patron dell’associazione, Andrea Colombini, spesso messo nell’angolo perché considerato troppo polemico.

Un progetto di qualità per ottenere fondi

Se davvero nell’amministrazione comunale, nel mondo della politica, delle categorie e delle associazioni comincia ad esserci la consapevolezza che non è affatto vero che “con la cultura non si mangia”, il primo e più gravoso impegno è trovare i fondi necessari per attuare un disegno del genere, sempre che sia condiviso. Si può ricorrere all’Europa, al governo, alle grandi aziende, alle fondazioni con speranza di successo. Ma ad una condizione: Lucca deve avere, per la città e il suo territorio provinciale, un progetto di assoluta qualità ed eccellenza. Al momento, sotto questo profilo, siamo ancora alle dichiarazioni di intenti, se non alle velleità.

Una cabina di regia

Ecco perché sarebbe davvero impellente allestire e far partire quella cabina di regia in grado di mettere nero su bianco la proposta complessiva, indicando anche come tentare di ottenere le risorse necessarie. Fulcro del progetto può e deve essere la messa in rete dei musei della città, la cui testa dovrebbe essere il museo del quale si promette la realizzazione a Palazzo Guinigi. Dovrebbe essere questo il centro-motore, il collegamento con tutti gli altri centri di cultura della città, una sessantina solo dentro le Mura, comunali, statali, diocesani e privati. Da Palazzo Guinigi dovrebbe partire anche l’input per varare un programma di mostre, eventi e rassegne ben calendarizzati, per non sovrapporsi e per coprire anche i periodi di bassa stagione, da offrire anche con quel biglietto unico che a Lucca pare impossibile.

Il  rilancio delle bibliotehce

Tra i centri di cultura vanno inserite certamente le biblioteche, oggi bistrattate e a rischio ridimensionamento, mentre a Pistoia, ad esempio, hanno contribuito a far arrivare il titolo  di “Capitale della Cultura” per il 2017.  Ma in quella città funzionano davvero e sono frequentatissime biblioteche come la  San Giorgio, la Forteguerriana e la Fabroniana, insieme a tante altre.

La risorsa del verde delle Mura e  dei parchi delle ville

Sempre nel campo della valorizzazione a fini culturali non andrebbe dimenticato il complesso di iniziative nel campo del verde, per le quali occorrerebbe un progetto unico, da promuovere a dovere, per manifestazioni e mostre già calendarizzate ogni anno nello stesso periodo: VerdeMura e Murabilia, Camelie e Azalee, parchi storici delle ville e Orto Botanico. Singolarmente e nell’insieme esercitano un fascino irresistibile per il flusso di qualità del turismo del verde. Alle iniziative di questo settore sarebbe quasi automatico unire le degustazioni nelle vie del vino e dell’olio, individuando però il modo di far trovare sempre aperte e  ben raggiungibili le fattorie che, oggi, troppo spesso sono chiuse.