Lucca, da Firenze via libera a Tambellini: niente primarie

Ci voleva l’intervento, quasi d’imperio, del segretario regionale del Pd, Dario Parrini, per imporre ai democratici lucchesi di ricompattarsi sulla ricandidatura di Alessandro Tambellini a sindaco, senza passare dalle primarie, ponendo così fine alla lotta senza esclusione di colpi tra le due anime del partito, che stava portando dritto al suicidio annunciato e alla riconsegna della città al centrodestra, se non ai grillini o ad altre liste civiche che si profilano. Novello deus ex machina, Parrini è intervenuto fuori da ogni schema per decretare la fine della partita e il vincitore, sostituendosi anche all’arbitro che era stato mandato da Firenze, il commissario Stefano Bruzzesi, il quale non era riuscito a mettere pace tra i contendenti per la candidatura a sindaco nelle elezioni comunali di primavera.

Cinque anni di dissensi.

Per la verità un’impresa titanica, dal momento che dura da almeno cinque anni il braccio di ferro tra il sindaco uscente Alessandro Tambellini e i suoi sostenitori (nella lista del Pd e soprattutto in quella di Lucca Civica, capaci di garantirgli sempre una maggioranza blindata in consiglio comunale) da una parte, e i renziani facenti capo al senatore Andrea Marcucci e al consigliere regionale Stefano Baccelli dall’altra. Nessuno dimentica infatti che già alla vigilia del voto del 2012 c’era stato un tentativo per sottoporre Tambellini, indicato dal partito come candidato sindaco, alle primarie con Baccelli, all’epoca presidente della Provincia. Il sindaco già allora non piaceva ai renziani e c’era voluto anche in quel caso l’intervento del partito regionale per evitare lo scontro fratricida e procedere con la candidatura secca di Tambellini.

A rischio la guida della città.

La notizia del via libera a Tambellini è stata ufficializzata in serata, dopo un fine e inizio di settimana di scontri senza esclusione di colpi, che fino ad oggi parevano proprio radicalizzare la rottura. A Firenze i vertici del Pd (fortissima è stata la pressione del presidente della Regione, Enrico Rossi) hanno capito che stavano davvero per perdere anche la guida di Lucca e hanno rotto gli indugi. Ora, dice Parrini, “per il successo della ricandidatura a sindaco di Alessandro Tambellini è necessario attivare l’impegno forte, convinto e compatto di tutto il partito. Il Pd regionale reputa di dover assumere la diretta responsabilità di tutte le scelte di fondo per le quali non si è finora rivelata possibile una definizione consensuale, in primo luogo quelle finalizzate ad assicurare al candidato sindaco il supporto di un programma di alto spessore e di una compagine consiliare plurale e altamente rappresentativa.

Rispunta la parola “programma”.

“A Lucca – aggiunge Parrini – prendendo le mosse dal lavoro svolto in questa legislatura e puntando a fare ancor meglio nella prossima, dobbiamo aprire quanto prima un dialogo di largo respiro con i cittadini e le forze sociali al fine di mettere in campo, col pensiero rivolto al futuro della città e alle sfide che dovrà affrontare, idee avanzate, innovative, mobilitanti, inclusive. Questo è l’obiettivo prioritario. Per realizzarlo è necessario che gli eccessi polemici interni al Partito Democratico cessino da subito di occupare il centro della scena pubblica, dove invece devono stare i programmi e la passione civile e riformista di tutti coloro, e sono tanti, che credono nel Pd come motore indispensabile di buongoverno”.

Lo sconcerto di elettori e militanti.

Già, il programma, grande assente nel dibattito che finora è parso incentrato soltanto sulla composizione della lista dei candidati consiglieri del Pd, e sulle quote per i renziani in relazione ai posti nella giunta e nelle partecipate. Un aspetto che ha creato non pochi mal di pancia nei militanti e negli elettori del centrosinistra, nonché attacchi ad alzo zero da parte degli esponenti del centrodestra. In effetti, ad oggi, la città conosce i progetti che la giunta uscente vorrebbe portare a conclusione, soprattutto nel campo delle scelte urbanistiche, ma ancora non ha capito cosa i renziani contestavano a Tambellini: non tanto sulle quote di potere, quanto su scelte di governo non condivise. E tanto meno da parte renziana sono stati esplicitati progetti alternativi per la città rispetto a quelli del sindaco e del suo esecutivo. Attaccato però dagli oppositori interni del Pd per la chiusura e la tendenza ad escludere, più che a includere, e a imporre più che a confrontarsi prima di decidere.

Più equilibrio nel nuovo mandato.

Per Parrini la situazione dovrebbe ora cambiare. Via libera a Tambellini, certo, ma anche maggiore spazio nella costruzione del programma e soprattutto nell’azione di governo alle proposte e alle istanze dei renziani e, soprattutto, delle categorie e della società civile. Un obiettivo per la cui conquista è pronto a spendersi anche il governatore Rossi. E, con lui, l’onorevole Raffaella Mariani, che invita a tener maggior conto delle esigenze dei cittadini come base per il disegno di rilancio della città.

Il fantasma della stangata.

Resta ora da verificare se, a questo punto, l’appoggio dei renziani a Tambellini sarà convinto e attivo. Si spenderà ad esempio in prima persona il consigliere regionale Stefano Baccelli, fermato nel momento in cui stava per scendere in campo contro il sindaco uscente, al quale non ha certo lesinato critiche in questi anni? E’ soltanto fantapolitica il sospetto che gli avversari di Tambellini dentro il Pd possano essere tentati di procedere con quella che negli ambienti politici molti chiamano “la stangata”, ovvero appoggio solo di facciata al candidato del centrosinistra e voto effettivo, nell’urna, all’avversario di centrodestra, se alla fine fosse scelta in quest’area  una persona non sgradita agli oppositori interni del sindaco uscente?  Fantapolitica o meno, è questo lo scenario che turba i tambelliniani, certamente più della lista che dovrebbe guidare il presidente del consiglio comunale uscente, Matteo Garzella, pure lui del Pd, ma in rotta con tutti, e per niente  convinto di dover lasciare Palazzo Orsetti dopo i canonici due mandati.

Altri avversari a sinistra.

Nel campo del centrosinistra e della sinistra per Tambellini potrebbero esserci tuttavia altri avversari. La sinistra non ha perdonato al sindaco l’estromissione dalla giunta, dopo un solo anno di mandato, e avrà una sua lista con candidato sindaco. Da valutare poi anche la scelta finale dell’attuale primo cittadino di Castelnuovo Garfagnana,  Andrea Tagliasacchi, già presidente della Provincia per due mandati. In estate aveva esternato il proposito di correre per la guida del Comune a capo di una lista civica trasversale, fuori del Pd. In seguito aveva però chiarito che si era trattato di una provocazione. Come quella del sindaco di Viareggio (e prima di Capannori) Andrea Del Ghingaro che, tornato alla guida del Comune versiliese, non sarà candidato a Lucca, dove però potrebbe presentare la sua lista “Buon Vento”. Da vedere a sostegno di chi. Intanto Del Ghingaro, ancora ai ferri corti con il partito che lo ha cacciato, un primo successo lo ha ottenuto: domenica, al culmine dello scontro che stava portando il Pd alla rottura, aveva reso pubblico un intervento in cui scriveva al Partito Democratico, avviato verso un flop clamoroso anche a Lucca: “Rinvenitevi”. Parrini deve averlo letto.

Il centrodestra si rallegra.

Paradossalmente, è intanto il centrodestra a gioire della scelta dei democratici di convergere su Tambellini e di evitare la sfida che i renziani volevano far lanciare a Baccelli, per contendergli la candidatura e la conquista del Comune. Per Francesco Colucci, della lista LiberaLucca guidata dall’ex presidente del Senato Marcello Pera, la decisione del Pd spiana la strada al candidato del centrodestra. Opinione condivisa anche nelle altre liste civiche e nei partiti di quell’area, che però non accettano l’idea che debba essere LiberaLucca la forza leader della coalizione. Forza Italia, Fratelli d’Italia, Lega Nord, Alternativa Civica e altre aggregazioni finora si sono dette convinte di poter sconfiggere Tambellini, nel caso riuscissero a convergere su un candidato di carisma e su un progetto condiviso. Più difficile giudicavano battere Baccelli, ritenuto in grado di  ottenere parecchi voti anche tra gli elettori moderati, a differenza di Tambellini. Il problema, per Forza Italia e compagnia, è ora trovare il candidato di carisma accettato da tutti. Un’idea c’era ed era quella del giornalista Remo Santini, ma almeno per il momento non c’è l’adesione di LiberaLucca.

I contrasti nel Movimento Cinque Stelle.

Da decifrare infine le scelte del Movimento Cinque Stelle. Da quel poco che esce all’esterno, risulta che nei pentastellati ci siano almeno due fazioni, pronte ciascuna a presentare la propria lista con candidato sindaco, rimandando poi la scelta allo staff (Grillo).

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