Lucca: due poli nel centrodestra, Tambellini sorride

Quali e quanti candidati sindaco ci saranno nel centrodestra a sfidare Alessandro Tambellini, confermato alla testa del centrosinistra nella competizione elettorale di primavera a Lucca? Le risposte sono attese a giorni, forse in questa settimana, anche se continuano i contatti tra i partiti tradizionali (Forza Italia, Fratelli d’Italia, Lega Nord) e liste civiche aggregate, decise a presentare il giornalista Remo Santini come candidato sindaco, e la nuova forza lanciata dall’ex presidente del Senato, Marcello Pera, che al momento opta per una scelta diversa, ancora da definire. In ballo ci sono giovani esponenti del mondo imprenditoriale, dai quali però non risulta ancora giunta l’attesa risposta. Intanto la lista guidata da Pera, LiberaLucca,  dialoga anche con lo storico dell’arte Luca Nannipieri e con l’imprenditore-scrittore Marco Santi Guerrieri, che ha lasciato Fratelli d’Italia sbattendo la porta. Entrambi mirano alla conquista della poltrona di sindaco, ma potrebbero fare un passo indietro di fronte a una candidatura di assoluto carisma, individuata da LiberaLucca. C’è chi sussurra che alla fine potrebbe essere lo stesso Pera a scendere in campo, ma l’ipotesi appare azzardata.

 Diffidenze sulla collocazione di LiberaLucca

A turbare i sonni delle altre forze di centrodestra c’è anche la collocazione di LiberaLucca, nata dalla costola del comitato per il “Sì” al referendum, creato da Pera. Forza Italia e compagni temono infatti che la lista dell’ex presidente del Senato tenda a mantenere comunque un dialogo con la parte renziana del Pd, e ricordano con una certa apprensione che di Pera si era parlato come possibile ministro o sottosegretario del governo Gentiloni, indicato da Denis Verdini. Sta di fatto che la coesione che da mesi il centrodestra dice di cercare non si vede ancora,  mentre non è da escludere l’eventualità che due siano i raggruppamenti moderati, con due diversi candidati sindaco.

Tentativi di pacificazione nel Pd

Scenario per il quale fa il tifo il candidato sindaco del centronistra, peraltro alle prese con i mal di pancia dell’area renziana che non ha digerito ancora l’imposizione del partito regionale, alla fine deciso nel riproporre Tambellini. Ma ad una condizione: che nel nuovo mandato il sindaco uscente dia spazio, dignità e visibilità anche alla componente renziana, maggioritaria nel Pd. Il sindaco uscente ne è consapevole ed ha già fissato incontri con i renziani per assicurare loro la considerazione richiesta, ma anche per ottenere al tempo stesso garanzia di reale appoggio. Su un punto Tambellini pare deciso: sì a proposte che alzino il livello qualitativo della squadra, no ad accordi che accontentino galoppini e panchinari, su entrambi i fronti. E, più ancora, c’è un altro aspetto che sta a cuore al sindaco uscente: l’intesa sul programma. Se ha capito quanto sia pesato ai renziani un atteggiamento che pareva avesse il solo scopo di tenerli lontani dalla macchina di governo, Tambellini ancora non sa di preciso quali scelte non siano andate a genio e, soprattutto, quali fossero le controproposte.

Aleggia ancora l’ipotesi stangata

L’ipotesi della “stangata” non è quindi trascurata dai tambelliniani, che temono di trovare nell’urna la sorpresa di un appoggio, per altro indimostrabile, di almeno parte dei renziani al candidato del centrodestra. Il cui successo dimostrerebbe che era sbagliata la scelta di Tambellini, ma impedirebbe di indicare nei renziani la fonte ufficiale della sconfitta. Fantapolitica o meno che sia una eventualità del genere, certo è che passare da una situazione di separati in casa ad un amore rifiorito tra le due anime del Pd non pare così semplice, né così scontato. Anche perché la prospettiva di un voto ravvicinato pure per le politiche, possibile dopo la decisione della Consulta, potrebbe acuire di nuovo le divergenza tra chi, nel Pd, spinge per andare alle urne e chi invece frena per arrivare prima ad una diversa legge elettorale e, soprattutto, ad un nuovo equilibrio nel partito.

Le frizioni nel M5S

Frizioni si registrano anche nel Movimento Cinque Stelle, tali da indurre a lasciare i troppo litigiosi pentastellati un giovanissimo sostenitore che si stava mettendo in mostra, Michele Sarti Magi, assai popolare tra gli studenti.  Al momento, in assenza della pur minima comunicazione esterna, si parla della possibilità che vengano proposte allo staff del M5S (Grillo) due diverse liste, per sapere quale avrà il riconoscimento ufficiale del movimento.

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