Lucca-Firenze? Si fa prima con la diligenza

Possibile che per andare da Lucca a Firenze, in treno, occorrano tempi da diligenza? Possibile che per Montecatini, Pistoia e Prato non ci sia un’alternativa con collegamenti diretti almeno in pullman? Possibile che il traffico pesante continui a passare a poche decine di metri dalle Mura Cinquecentesche, le più belle al mondo? E come si fa a ipotizzare davvero di ridurre la quantità di polveri sottili nell’aria se questo è il trasporto pubblico, se questa è la viabilità di scorrimento?

Gli interrogativi, gli stessi da almeno quarant’anni, sono più che mai – purtroppo – attuali alla luce non soltanto della frana che ha bloccato la linea ferroviaria tra Lucca e Firenze nei pressi di Altopascio, sull’unico binario, ma anche della inutilità dello stop all’utilizzo dei caminetti imposto con un’ordinanza dai sindaci della Piana di Lucca. Nessuno l’ha rispettata, come era prevedibile, e l’inquinamento è stato spazzato via solo dal vento e dalle piogge. Tornerà appena risalirà l’alta pressione con la bonaccia.

Che fare? Se lo è chiesto il sindaco di Capannori e presidente della Provincia, Luca Menesini, il più strenuo sostenitore della necessità di passare dalle parole ai fatti per combattere le smog. Fa quello che può, Menesini, ma oltre a convocare l’ennesimo summit sullo stato del progetto per il raddoppio della ferrovia tra Lucca e Firenze non può andare. Sarebbe già un risultato se, dopo decenni di piani e promesse, davvero fosse messo nero su bianco il cronoprogramma delle opere e la copertura finanziaria dell’intervento.

Il summit però dovrebbe essere anche l’occasione per capire, dalla Regione, se si vuol degnare di spiegare come mai tarda tanto lo stanziamento assicurato per la realizzazione del nuovo ponte sul fiume Serchio. Non solo: l’incontro dovrebbe servire anche ai sindaci Menesini e Alessandro Tambellini (Lucca) per chiarirsi una volta per tutte sugli assi viari.

Il sindaco di Capannori vuole un diverso tracciato da nord a sud (Ponte a Moriano-casello sulla Firenze-mare), ma c’è chi dice che sia solo un diversivo per affossare un’opera che non condivide in toto, e che per questo condizioni comunque il via libera ai cantieri per l’asse nord-sud alla contestuale partenza di quelli per l’asse est-ovest (dal casello di Capannori a quello di Lucca Ovest). Prospettiva che, al momento, non è considerata nel piano dei finanziamenti, ammesso che mai diventino davvero disponibili.

Tambellini invece tuona chiedendo che si parta subito con l’asse nord-sud, lasciando capire che altrimenti potrebbe anche chiudere ai Tir la circonvallazione intorno alle Mura.

Il summit potrà chiarire se ci sono soldi e progetti per il raddoppio della linea ferroviaria Lucca-Firenze, se la Regione stanzia davvero i 7 milioni che mancano per il ponte sul Serchio, se sono carta straccia i tanti protocolli d’intesa per la nuova viabilità esterna siglati in passato da amministratori e forze imprenditoriali e sociali della Piana?

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