Lucca, il giornalista Santini l’asso nella manica del centrodestra

E’ Remo Santini, caposervizio della cronaca di Lucca de “La Nazione”, l’asso della manica del centrodestra. Se davvero le varie liste civiche d’area e i partiti tradizionali troveranno un’intesa di programma, potrebbe esserci il giornalista a capo della coalizione guidata da una lista civica capeggiata da Santini, appoggiata dalle altre forze. Le riunioni di partito e di liste civiche si susseguono e già ci sono stati contatti con il professionista, il quale, per accettare la candidatura a sindaco, vorrebbe però poter contare sull’apporto delle migliori “teste” di Lucca e su una squadra di gente capace, in grado di dare soluzione ai tanti progetti fermi da decenni. Santini non gradirebbe però di fare da specchietto per le allodole dei vecchi leader del centrodestra, che potrebbero avere la tentazione di rimanere o tornare a galla dopo i disastri compiuti in passato.

Stretta finale.

I giochi non sono ancora fatti, e le condizioni poste da Santini potrebbero essere dure da digerire. Ma la candidatura Santini pare al momento l’unica in grado di rappresentare una reale alternativa al sindaco uscente, Alessandro Tambellini, che pare ormai sdoganato anche dal senatore Andrea Marcucci, alla guida dell’ala renziana del Pd che fino a qualche giorno fa mirava proprio a disarcionare il primo cittadino per sostituirlo, attraverso le primarie, con il consigliere regionale Stefano Baccelli. La situazione in cui si trova il Pd dopo l’esito del referendum sembra però sconsigliare ulteriori spaccature e anche per questo Baccelli non pare più tanto intenzionato a lanciare la sfida. Una scelta che porterebbe Tambellini a presentarsi con una sua lista fuori del Pd, dopo aver rifiutato sdegnosamente le primarie.

Le turbolenze nel Pd.

Di fronte ad uno scenario di divisioni e lotte in famiglia che metterebbero a rischio la conferma del centrosinistra alla guida della città, favorendo il candidato del centrodestra, se unito, l’inciucio tra  renziani (leggi: Marcucci) e Tambellini appare servito, come assicura il presidente del consiglio comunale Matteo Garzella, sdegnato e pronto a questo punto a correre anche lui con una sua lista, probabilmente fuori dal Pd. Sempre che non raccolga le firme sufficienti per chiedere le primarie: ma contro chi? Tambellini non le accetterebbe, e nemmeno Baccelli pare così deciso a misurarsi per ottenere la candidatura. Sarà ora il commissario Bruzzesi, arrivato da Firenze per guidare il partito comunale rimasto senza segretario, a dover sciogliere formalmente gli ultimi nodi, che di fatto paiono già risolti.

Lo spettro stangata.

Con un dubbio, che non fa dormire sonni tranquilli ai tambelliniani. Non sarà, come si legge già in qualche blog, che l’accordo con Tambellini è una scelta soltanto di facciata da parte dei renziani, pronti invece a sostenere nell’urna un candidato di centrodestra gradito? La preoccupazione aumenterebbe se davvero Tambellini si trovasse di fronte Santini, di cui sono noti i buoni rapporti con Marcucci.  Tra l’altro la lista e la coalizione che potrebbero sostenere il giornalista vorrebbero affermare la connotazione di lista “civica”, pronta ad accogliere tutte le persone capaci e di buona volontà decise a impegnarsi per Lucca, pescando in questo modo anche in una parte dell’elettorato di centrosinistra. Certo è che se la stangata davvero arrivasse, almeno in pubblico i renziani che non volevano Tambellini sindaco potrebbero  negare di essere stati loro ad affossarlo.

Fantapolitica.

Uno scenario che rasenta oggettivamente la fantapolitica, ma dal quale ha sempre messo in guardia per esempio Andrea Tagliasacchi, presidente della Provincia per due mandati (ora è sindaco di Castelnuovo) bruciato alle comunali del 2007 dal redivivo senatore Mauro Favilla, sul quale certamente confluirono voti che dovevano andare al candidato del centrosinistra. Tagliasacchi è sempre stato convinto di essere stato l’oggetto predestinato della stangata, che ora potrebbe colpire altri. Intanto c’è chi giura che il sindaco di Castelnuovo non abbia affatto rinunciato a presentarsi con una sua lista civica, trasversale, come candidato sindaco. Una scelta che creerebbe problemi aggiuntivi al centrosinistra e che renderebbe invece meno arduo il compito della eventuale coalizione di centrodestra, se guidata da Santini.