Lucca, momento magico per il sindaco Tambellini

E’ un buon momento per il sindaco uscente, Alessandro Tambellini, che  mette a segno in pochi giorni parecchi punti nella corsa alla conferma alla guida della città. Pochi giorni fa Tambellini ha incassato l’appoggio, nemmeno tanto indiretto, del governatore della Toscana, Enrico Rossi, il quale ha detto chiaro e tondo che non va sottoposto alle primarie un sindaco che ha ben governato nel primo mandato. Un assist secco per Tambellini, che non intende in alcun modo affrontare le primarie che invece propongono i vertici locali del Pd, renziani. Vertici tra l’altro azzoppati dalle dimissioni, ufficialmente per motivi personali, del segretario comunale Francesco Bambini. Il quale si era reso conto della fuga dal partito di tanti esponenti di punta dell’area della sinistra, che infatti hanno annunciato la nascita di una lista “Sinistra con Tambellini”, guidata da due assessori uscenti, l’ex vicepresidente del Consiglio regionale, Enrico Cecchetti, e Antonio Sichi che arriva dal Sel. Con loro parecchi nomi di peso del Pd. E la diaspora potrebbe essere solo all’inizio.

Certo è che il quadro si complica per chi prevedeva un percorso diverso, che mirava a imporre le primarie a Tambellini, opponendogli il consigliere regionale (già presidente della Provincia per due mandati) Stefano Baccelli, sostenuto con forza dal senatore Andrea Marcucci. Come sparring partner di Baccelli – il quale peraltro non ha sciolto le riserve sulla candidatura – è pronto il presidente del Consiglio comunale, Matteo Garzella, l’unico che si è presentato alla firma della lettera, da lui proposta, in cui gli iscritti e i notabili del Pd dovevano dichiarare fedeltà al partito.

Una mossa per far uscire allo scoperto Tambellini, ritenuto pronto a presentarsi con una sua lista fuori dal Pd, se il partito non ne confermerà la ricandidatura senza primarie. Il flop della proposta Garzella è stato però così evidente da risultare un regalo proprio per il sindaco uscente, che si gode tra l’altro i risultati di una ricerca sull’indice di gradimento dei sindaci, che lo pone tra i primi dieci più apprezzati dai cittadini.

Ma non sono gli unici regali che gli avversari, interni ed esterni, fanno al primo cittadino, al quale peraltro ha rinnovato il sostegno anche la lista “Lucca Civica”, espressione della società civile nata a sostegno della candidatura Tambellini nel 2012, con un ottimo risultato.  Sullo sfondo ci sono infatti le possibili candidature di altri elementi di spicco  dell’area dem, almeno fino ad un recente passato: l’ex presidente della Provincia (per due mandati) e attuale sindaco di Castelnuovo, Andrea Tagliasacchi, e l’ex sindaco di Capannori e di Viareggio, Giorgio Del Ghingaro, fedelissimo di Enrico Rossi.

In estate Tagliasacchi aveva esternato in una intervista la disponibilità a candidarsi a Lucca, in una lista civica trasversale, se fossero continuate le richieste ad impegnarsi da parte di settori dell’imprenditoria, del mondo cattolico e della società civile. Attaccato dal suo partito, oltre che dalle opposizioni, Tagliasacchi aveva però aggiustato il tiro, dicendo di aver fatto soltanto un ragionamento teorico. Da vedere però se non tornerà sulla scena la sua possibile candidatura. A cui potrebbe aggiungersi quella di Del Ghingaro, anche lui con una lista civica che già lo sostiene a Viareggio e che vuole esportare in tutta la Toscana. C’è chi ritiene che l’ex sindaco di Capannori utilizzi questa ipotesi come spauracchio per il Pd, al fine di costringere il partito a presentarlo come suo candidato alle nuove elezioni a Viareggio, nel caso fosse confermata la nullità del voto del 2015 che lo ha fatto decadere. Ma Del Ghingaro non ha mai nascosto la sua ambizione a diventare il primo cittadino di Lucca e non è affatto da escludere di vederlo in campo alle amministrative del 2017.

Questa sorta di “concorso alle Poste” che nell’area dem e dintorni paiono diventate le prossime elezioni comunali rafforza obiettivamente la posizione del sindaco uscente, il quale ha tutto da guadagnare dalla presenza di tanti possibili avversari nel centrosinistra. Ma della deflagrazione alla quale si assiste nel Pd si rallegrano anche le forze di centrodestra, ancora non in grado di trovare una vera coesione capace di produrre programmi e candidature condivise. Liste civiche e partiti di centrodestra sostengono che il caos sul fronte opposto dà ai moderati la possibilità di riconquistare il Comune, ma anche in questa area i galli nel pollaio sono tanti e nessuno pare disposto a farsi da parte per lasciare spazio ad un candidato che davvero possa essere sostenuto da tutti con convinzione.  Tra l’altro da più parti, nel centrodestra, c’è chi lavora per convincere un esponente della società civile di grande carisma ad accettare di fare la bandiera dei moderati. Operazione non solo poco sostenuta, ma anche ostacolata dagli aspiranti candidati di più liste, civiche e non.

Un quadro del genere potrebbe in teoria favorire il Movimento Cinque Stelle, che al momento non pubblicizza programmi, candidati e strategie, mentre si assiste ad uno scontro sempre più duro tra la consigliera comunale del M5S, Laura Giorgi, e una parte consistente della base che non perde occasione per attaccarla e disconoscerla come punto di riferimento dei grillini.

Quello che è certo è che tutte queste ambizioni, faide e scontri fanno sfregare le mani a Tambellini, sempre più convinto di rimanere alla guida di Palazzo Orsetti, sede del Comune.