Lucca, più che elezioni un concorso alle Poste

Forse è fantapolitica ipotizzare un ballottaggio tra due candidati di centrosinistra alle comunali di Lucca, a primavera, ma ci sta anche un epilogo del genere in quello che, più che una elezione, pare diventato un concorso alle poste. Dopo le rotture di questi giorni su tutti i fronti, a meno di ricuciture forzate il quadro che si profila al momento vede come possibili candidati sindaco una dozzina di aspiranti. E ancora di più sarebbero le liste a loro sostegno.

I papabili.

Nell’area di centrosinistra si indicano ai nastri di partenza, nella corsa per conquistare il Comune, il sindaco uscente Alessandro Tambellini, il consigliere regionale Stefano Baccelli e il presidente del consiglio comunale uscente, Matteo Garzella. Le varie anime della sinistra (Rifondazione e altre liste) hanno anch’esse annunciato un loro candidato.

Nel centrodestra al posto dell’invocata coesione si assiste allo scontro tra più componenti. Da una parte i partiti tradizionali (Forza Italia, Fratelli d’Italia e Lega Nord), all’interno dei quali gli azzurri puntano decisamente sul giornalista Remo Santini, sul quale potrebbero convergere anche alcune liste civiche. Ma non LiberaLucca, creata da poco dall’ex presidente del Senato Marcello Pera, che pare puntare invece sul giovane industriale Mario Pardini. Alternativa Civica ha poi indicato il candidato sindaco nell’ex assessore Marco Chiari, il quale sarebbe però pronto a farsi da parte se si arrivasse davvero ad un’intesa complessiva su un candidato diverso (Santini). Corsa a sè farà poi il punto di riferimento di Fratelli d’Italia, Marco Santi Guerrieri, che ha sbattuto la porta lasciando la guida del partito della Meloni. In lizza c’è anche Luca Nannipieri, lo storico dell’arte assessore a Cascina, che ha creato una sua lista. Una situazione che induce a riflettere Santini, il quale sarebbe disposto a metterci la faccia, ma se davvero tutte le anime del centrodestra fossero disposte a sostenerlo sulla base di un programma condiviso e lasciandogli ampia libertà nelle scelte. Ad oggi così non pare.

Il Movimento Cinque Stelle.

Un candidato ci sarà infine  anche per il M5S. Con ogni probabilità, le diverse anime che si combattono tra i pentastellati arriveranno a proporre allo Staff (Grillo) due diverse liste, come accaduto in altre città. Sarà il direttorio del Movimento a decidere chi potrà correre rappresentando ufficialmente il M5s. Una lista dovrebbe essere presentata dal consigliere comunale Laura Giorgi la quale, molto impegnata nella sua attività di oculista, non intenderebbe però fare il candidato sindaco. L’altra lista, per quel poco che esce all’esterno, sarebbe in corso di definizione da parte di un “Meet up” che non si riconosce nella Giorgi.

Le rottura nel Pd.

A rendere impossibile l’accordo nel Pd per convergere su Tambellini non sono state divergenze sui programmi e le cose da fare per Lucca, ma l’arroccamento dei falchi delle due parti. I fedelissimi del sindaco, che pareva sul punto di accettare le proposte di mediazione del commissario Bruzzesi, non hanno tollerato di lasciare nella lista del Pd uno spazio determinante che avrebbe portato il gruppo in consiglio comunale al controllo dei renziani. I falchi hanno visto nella mossa un evidente tentativo di commissariamento, pesante dopo che già Tambellini aveva dovuto accettare di lasciare grandi spazi ai renziani nella giunta e nelle partecipate di maggior peso. Da parte loro i renziani non hanno sopportato l’idea che a sostegno del sindaco uscente in consiglio ci fossero, come nel mandato che sta per finire, gli eletti nella lista civica che annovera i sostenitori di Tambellini, spalleggiati da altri esponenti arrivati dalla lista del Pd. Un blocco in grado di garantire sempre al primo cittadino i voti necessari.

Aria di primarie.

C’è chi spera ancora, nel Pd, che una ricucitura all’ultimo tuffo sia possibile, ma intanto è attivato il meccanismo per raccogliere le firme degli iscritti per chi vuole candidarsi alle primarie. Baccelli, spinto dai renziani, sembra quasi obbligato a lanciare la sfida. Ma contro chi? Garzella ha già detto che correrà con una lista sua. Tambellini non intendere rimangiarsi lo sdegnato rifiuto che ha finora opposto all’ipotesi di un confront0 che dimostrerebbe sfiducia nel suo operato. Di più: non si fida affatto di come verrebbero gestite le primarie. Già in quelle per la scelta del segretario nazionale, anche a Lucca, si sono visti scenari imprevisti che non sono affatto piaciuti agli avversari di Renzi. Ammesso comunque che le primarie ci siano e che ne esca vincitore Baccelli, il centrosinistra avrebbe un candidato sindaco ufficiale del Pd e Tambellini, sostenuto da varie liste. Il primo più aperto verso l’area moderata, il secondo verso la sinistra. Che però gli imputa di aver estromesso dalla giunta, dopo un anno di lavoro e senza spiegazioni, Rifondazione, Verdi e Idv.

Le frizioni nel centrodestra.

Non vanno molto meglio le cose nel centrodestra. Santini, prudentemente, non è mai uscito allo scoperto. Interpellato, ha dato una disponibilità di massima, ma a due condizioni: tutte le liste unite sul suo nome e autonomia nella scelta della sua lista personale e nella composizione della squadra di governo. Sulla base di un programma preciso, sottoscritto prima del voto. Ad alcune forze la richiesta è sembrata eccessiva e, presa in considerazione anche l’ambizione di altri personaggi, le garanzie pretese dal giornalista al momento non sono arrivate. Quanto meno non da tutte le componenti. In particolare, la lista LiberaLucca avrebbe l’ambizione di fare da leader del centrodestra, ma i giudizi che ha espresso su quello che resta dei partiti tradizionali hanno accentuato la diffidenza di chi già aveva ricordato che proprio Pera si era schierato con Renzi,  per il “Sì” al referendum. Il rischio è che, come nel 2012, al voto il centrodestra arrivi con quattro o cinque candidati sindaco, spianando la strada al centrosinistra e, se farà una proposta credibile, anche al M5S.

Il ballottaggio le vere primarie?

Sono queste le considerazioni che fanno parlare di una prospettiva che pare fantapolitica: un ballottaggio al quale potrebbero arrivare proprio gli eterni sfidanti, Tambellini e Baccelli. Nel Pd si scherza su una ipotesi del genere, ma non si nasconde (anche in commenti e post caustici sul web) la profonda amarezza per aver assistito da mesi, forse da anni, ad uno scontro interno che è parso incentrato su personalismi e poltrone, su odi e veti, più che su confronti, anche aspri, sui programmi e le cose  da fare per  Lucca.  In teoria la perdita di credibilità e affezione dovrebbe favorire centrodestra e M5s, che però stanno facendo di tutto per calciare a lato la palla che il Pd  gli ha messo sul dischetto del rigore.

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