Lucca, scontro sull’utilizzo degli spalti delle Mura

Tiene banco in questi giorni a Lucca la questione dell’utilizzo degli spalti verdi delle Mura come location per concerti e manifestazioni. C’è chi non vorrebbe vedere quell’area di incomparabile pregio ridotta a un piazzale sterrato e coperto di palchi e infrastrutture nemmeno per uno o pochi giorni, e chi invece tollera l’uso che ne viene fatto per i concerti del Summer e la mostra dei Comics, ma non accetta l’idea che il verde possa sparire per 10 mesi l’anno perché, una volta coperto dal piazzale in ghiaia, il manto verde da giugno si rivede solo ad aprile dell’anno dopo. Qualcosa certo è cambiato nella cultura della città e nella considerazione del valore della sua identità.

Dalla mobilitazione della cittadinanza che, negli anni Novanta, correva sulle Mura con i frullini per tagliare l’erba e mantenere in qualche modo il monumento simbolo della città (in bolletta per la crisi del Comune), era partito un flusso di pensiero, un trend che aveva portato all’intervento della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca che, investendo milioni, ha risanato le casermette e ripulito il paramento in mattoni e pietre. Una meraviglia architettonica e storica, infestata però dalle erbacce e devastata dai ladri che si portavano vie le Mura pezzo per pezzo, da piazzare sul mercato o da utilizzare in proprio. Dagli anni Novanta ai giorni nostri si era in ogni caso assistito a uno sforzo collettivo, un impegno totale nel recupero del bene che più di ogni altro rappresenta la città nella storia, e che è un “unicum” al mondo anche, se non soprattutto, per gli spalti verdi che lo circondano nella sua circonferenza di 4,2 chilometri.
Logico dunque il progetto e le azioni per liberare piano piano tutti i prati intorno alla cerchia alberata da manufatti che impedivano visione e fruizione, con tanto di piani approvati dalla Soprintendenza per riportare il fossato al centro degli spalti e non sotto il paramento in mattoni, deteriorato dal passaggio e dal ristagno delle acque.
L’opera doveva essere completata spostando verso il centro il fossato anche nell’unico tratto, lungo viale Carducci, in cui è rimasto attaccato alle Mura. Ma quel progetto, e quel processo culturale, almeno negli ambienti politico-amministrativi si è fermato, bloccato dal business dello spettacolo e degli eventi che, sugli spalti verdi dell’ex campo (di calcio) “Balilla”, ha portato prima l’enorme tensostruttura del reparto “Games” della mostra dei Comics, poi i megaconcerti del Summer Festival.
Risultato: per parecchi mesi dell’anno il prato-cartolina da visita all’ingresso della città dall’autostrada diventa un piazzale polveroso o uno sterrato acquitrinoso, con un impatto davvero inaccettabile. Un effetto che, dopo il megaconcerto di luglio, è destinato a durare ora quasi tutto l’anno e che forse diverrà permanente. Per risparmiare soldi e non bloccare l’adiacente circonvallazione per altre settimane in vista della rassegna dei Comics di fine ottobre, l’amministrazione comunale ha deciso infatti di non rimuovere la copertura utilizzata per il concerto e di lasciare la ghiaia (oltretutto coperta da cartacce e altri scarti) sull’intero ex campo “Balilla”. Ammesso che si decida di non lasciare il “bell’arredo” in permanenza, solo dopo i Comics si potrebbe quindi provvedere alla rimessa in pristino del prato, riseminando poi l’erba che spunterebbe in aprile. Per essere però coperta subito a giugno, in attesa del nuovo megaconcerto di luglio.
La Soprintendenza avalla, associazioni culturali e forze ambientaliste tacciono, i cittadini che non approvano paiono rassegnati. Chissà se alla Fondazione CdR Lucca saranno contenti di vedere come viene in parte utilizzato il lavoro di restauro costato milioni, considerando che non solo si assiste al “vulnus” del verde cancellato in quel modo, ma anche all’inerzia nella manutenzione del paramento delle Mura che, completamente ripulito un anno fa, è già in parte coperto da erbe infestanti che nessuno sembra intenzionato a rimuovere, nonostante il timido tentativo dell’Opera delle Mura di proporre un intervento costante e programmato, del costo di circa 60.000 euro l’anno.
E’ di solare evidenza che la location sotto le Mura è particolarmente suggestiva e si capisce l’ambizione di utilizzarla da parte di chi organizza eventi che, fastidi a parte, portano oggettivamente guadagni e vantaggi nella promozione della città. Ma è altrettanto evidente il contrasto tra le esigenze del business e l’immagine delle Mura. Nessuno però sembra davvero interessato, e tanto meno impegnato, a cercare soluzioni alternative.