Ma serve davvero il Consiglio regionale?

 

Ma di cosa si occupa il parlamentino toscano? Ecco qualche esempio tratto dalle ultime due sedute del consiglio regionale. Due consiglieri leghisti hanno presentato una mozione sul rapporto, evidentemente non facile, tra migranti e autoctoni. Altri due, sempre della Lega, hanno chiesto lumi  sull’uso del glifosato in agricoltura. I consiglieri del Pd hanno proposto di valorizzare la linea gotica. Altri sono preoccupati per la “vendita di insetti in Europa” e per la  “salvaguardia della nostra agricoltura”. E così via: piccoli e grandi problemi toscani. Per i quali vengono presentate interrogazioni e mozioni spesso vecchissime e destinate ad essere bocciate.

E di atti di governo o leggi di valore e spessore per la Toscana? Zero, almeno nell’ultimo consiglio. Quindi, inutili mozioni, molte vecchie, su temi discutibili, presentate solo per produrre qualche anch’esso inutile comunicato stampa…

Diciamo allora che l’ultimo  odg del Consiglio regionale  è lo specchio di come si sta riducendo l’attività dell’assemblea, che sta diventando sempre di più una sorta di megaconsiglio comunale.

Un anno fa il referendum poteva ridurre le competenze della Regione e comunque tentava di riformarla al passo dei tempi. Hanno vinto i no, ma ciò non significa che qualcosa per cambiare si possa fare. Così il parlamentino toscano serve davvero?