Mercato del Carmine, via alle manifestazioni di interesse

C’è tempo fino a metà gennaio per presentare al Comune di Lucca la manifestazione di interesse per la gestione di spazi all’interno del Mercato del Carmine, nel cuore del centro storico, che l’amministrazione comunale ha ristrutturato e consolidato nelle strutture portanti, nei solai, nel tetto e negli scantinati grazie al contributo di 3,5 milioni di euro da parte della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca. Il complesso, cuore pulsante delle attività sociali e commerciali nel centro storico fino agli anni Settanta, è tenuto in vita oggi da una decina di commercianti storici che, stoicamente, per decenni hanno continuato l’attività (soprattutto degli alimentari e dell’ortofrutta) assistendo impotenti ai progetti di recupero e rilancio puntualmente presentati e non rispettati da tutte le giunte negli ultimi 40 anni. Nel frattempo il 90% dei negozi hanno chiuso, mentre i banchi ambulanti della adiacente piazza del Carmine sono stati da molto tempo allontanati. Dalla piazza se ne va anche una pasticceria rinomatissima e adesso la zona è quasi un deserto, anche rischioso da percorrere di sera, nel cuore della città storica.

 L’attuale amministrazione comunale prova a invertire la tendenza e a far rivivere il quartiere con un bando più che allettante. Fermo restando che l’atto di indirizzo del consiglio comunale vieta di concedere spazi alla grande distribuzione, le altre attività potranno avere la concessione per 40 anni, pagando un canone annuo che parte da 50mila euro, ma che per i primi tre anni sarà pari al 10% di questa somma, considerando che chi rileverà i fondi dovrà provvedere al completamento delle opere, in accordo con le previsioni del masterplan approvato dal Comune e con le indicazioni della Soprintendenza. Sembra definitivamente superata la scelta di affidare la gestione a un unico soggetto, si diceva per 30 anni.

 L’amministrazione comune ha però anche un altro aspetto da affrontare: la sorte delle conduzioni familiari dei pochi esercizi ancora aperti, dati oggi a un canone di poche centinaia di euro al mese. Questi esercenti non hanno la possibilità di sostenere affitti più onerosi e rischiano di essere cacciati via dalle logiche di mercato. Anche oggi l’assessore Gabriele Bove e il vicesindaco Giovanni Lemucchi hanno assicurato che la loro situazione è tenuta in considerazione e che è allo studio una soluzione. Ma nei commercianti ancora attivi la preoccupazione è forte.

 Oltre agli operatori del settore alimentare e delle altre merceologie e agli artigiani, nel nuovo mercato, al piano superiore, è previsto uno spazio per attività ricettive. All’obiezione che la presenza di una struttura alberghiera sopra un’area commerciale appare non propriamente adeguata, gli amministratori ribattono sostenendo che questo tipo di scelta è necessaria per rendere sostenibile l’operazione sotto il profilo economico. Escluso comunque che il piano superiore possa diventare, come il mercato di San Lorenzo a Firenze, una zona destinata alle attività di ristorazione. Punti di ristoro e bar saranno solo al piano terra, a servizio del complesso e del quartiere, ma in numero limitato.

 A presentare il progetto e il bando per le manifestazioni di interesse, da oggi on line sul sito del Comune di Lucca, sono stati gli assessori Bove, Lemucchi e Serena Mammini. 

 Pare di capire che per l’amministrazione, l’ideale sarebbe in ogni caso l’arrivo di un punto vendita di grande richiamo. Per fare qualche esempio, nel campo dell’abbigliamento potrebbe essere un negozio come Zara, oppure, nell’ambito dei prodotti per la casa, un esercizio come Coin. Ma i 556 metri dell’area destinata a questo tipo di grande distribuzione non saranno destinati all’ennesimo supermercato di generi alimentari. Il nuovo negozio potrà tra l’altro avere a disposizione anche un grande soppalco, che farebbe in pratica quasi raddoppiare l’area di vendita e di esposizione.

Altri punti fermi sono gli spazi lasciati ai negozi di vicinato, in particolare a quelli esistenti, che potranno rimanere a condizioni agevolate. Per gli attuali titolari dovrebbero essere previste clausole di salvaguardia, anche come segnale di riconoscenza per lo sforzo e i sacrifici sopportati per mantenere in vita un centro commerciale che altrimenti sarebbe sparito da un pezzo.

Ci sarà posto anche per un’area mercatale a gestione comunale nella parte che dà verso i bagni pubblici. I banchi dovranno essere riservati alla esposizione e alla valorizzazione dei prodotti tipici del territorio, nonché alla vendita di prodotti di filiera corta del territorio lucchese. Gli esercizi di vicinato saranno invece accolti nelle parti su via San Gregorio, sul lato tra piazza del Carmine e via Mordini (di fronte al palazzo ex Banca di Italia) e su via Mordini. Questi negozi avranno nel complesso a disposizione 673 metri quadrati, mentre per l’area mercatale ce ne saranno 391.

 

 

 

Anche se non mancano perplessità,  nel masterplan alla base del bando in preparazione rimane la previsione di destinare a struttura ricettiva alberghiera il primo piano, per 1086 metri quadrati. Una scelta che si vuole destinata a rendere vivo il complesso a tutte le ore del giorno e a sfruttare un flusso turistico qualificato.

 Per l’amministrazione comunale «occorre creare, anzitutto, le condizioni favorevoli per rendere attuabile l’intervento previsto, che deve risultare sostenibile nella strategia di rilancio di quella parte di città non solo sotto l’aspetto del training commerciale contemporaneo, ma nel complesso di attività, ruoli, funzioni e identità che si riescono a far decollare ed in relazione con gli interventi e le funzioni già in corso, avviate, esistenti, tradizionali e radicate nell’uso della città».

 

 

 

Il masterplan prevede quindi queste funzioni principali: commercio di generi alimentari (ma negli esercizi di vicinato) per la promozione e la vendita dei prodotti tipici, di alta qualità; commercio di generi non alimentari anche mediante l’inserimento di una media distribuzione; artigianato di servizio e piccolo artigianato di produzione compatibile con l’area e con la funzione preminente oltreché attività di merchandising turistico di qualità; servizi turistico‐ricettivi e di accoglienza da localizzarsi nei locali al primo piano; area mercatale per la promozione e vendita di prodotti di filiera corta del territorio lucchese e regionale