“Natale nella città del Volto Santo”, occasione per Lucca

Perché non prendere spunto da iniziative come quella di Montefegatesi, il paese a 800 metri di altezza sopra Bagni di Lucca, dove tutti gli abitanti si sono mobilitati per allestire ovunque, in ogni anfratto, 135 presepi che si illuminano la sera, come racconta Emanuela Ambrogi nel bel servizio su “Il Tirreno”? Non sarebbe utile e vantaggioso prendere al volo questa iniziativa, e la realtà delle statuine e dei presepi da secoli prodotti nella Valle del Serchio, per dare concretezza alla vaga idea della “Lucca diffusa” da promuovere mettendo in rete, sotto Natale, le identità e le eccellenze del territorio?
Pensiamo a Lucca comprensorio, con Piana, Valle e Versilia comprese, che anche sotto Natale, periodo di bassa stagione, potrebbe ricorrere di più alla sua storia e alle sue tradizioni per attirare un flusso di turismo qualificato, in tutto il suo territorio.
Perché non pensare allora a un mercato di Natale di grande impatto e richiamo, qualificato e incentrato proprio sulle statuine e sui presepi che si fanno nelle nostre zone (apprezzati e arrivati a Gerusalemme, in Vaticano e al Quirinale, oltre che in città di tutto il mondo), al posto (o in aggiunta) ai pochi banchi generici, lontani dal costituire quell’attrazione che invece hanno non solo le offerte delle rassegne dedicate al Natale non solo in Trentino, ma ormai anche in vicinissimi centri della Toscana?
Perché non organizzare, d’intesa con la Curia, una grande iniziativa legata al Volto Santo e alla Francigena? Da secoli pellegrini arrivano da tutta Europa, lungo la Francigena, proprio per fare tappa nella città del crocifisso ligneo, con il suo Cristo nero tanto venerato: sarebbe così difficile allestire una mostra sulla sua storia, la leggenda, conosciuta in tutto il mondo, e i suoi tesori nel museo dell’Opera del Duomo, per promuovere poi a dovere il “Natale del Volto Santo a Lucca”?
La città ha oggi due manifestazioni che la fanno vivere, Comics e Summer. Per mesi anche la macchina comunale ha come priorità assoluta l’organizzazione logistica di questi eventi, da non perdere qualificare sempre di più. Ma, partendo da Puccini e dalla musica, da Jacopo della Quercia e dall’architetto Lorenzo Nottolini, dallo storico dell’arte e politico Carlo Ludovico Ragghianti, dai giornalisti Arrigo Benedetti e Mario Pannunzio, dal poeta Giovanni Pascoli e da un’altra infinità di eccellenze e unicità come le Mura, le Ville Storiche e il verde in generale, si potrebbero offrire mille motivi di attrazione “autoctoni” e ben mirati. Progettarli, organizzarli e promuoverli sarebbe il compito di quel coordinamento, di quella “cabina di regia” e della “rete del verde” di cui da una ventina di anni i politici parlano senza far seguire atti.
Ci vogliamo provare? Magari aggiungendo una grande mostra in qualche splendido palazzo, procedendo a tappe forzate verso l’apertura del Museo della Città in Palazzo Guinigi, centro della rete museale, e riqualificando il bistrattato sistema delle biblioteche che fa vivere, invece, città vicine come Pistoia? E dando anche un senso all’utilizzo, la gestione e le attività delle casermette delle Mura, dopo la rivoluzione nelle assegnazioni che per ora non sembra davvero garantire gli effetti sperati?
Certo, Lucca sotto Natale offre un ricco calendario nel quale c’è tutto e di più, ma di generico, già visto e non sempre all’altezza di proposte simili che pullulano in altre città. Per carità, con qualche eccezione, come la nuova mostra dedicata a Elisa e al periodo Napoleonico a Palazzo Ducale, da vedere.