Negozi, la crisi non è solo per luci e arredi

Malumore tra i commercianti che speravano in un maggiore afflusso in centro per lo shopping natalizio. Pesano crisi e concorrenza dei tanti negozi, dotati di parcheggio, che ormai si trovano anche fuori delle Mura e nei paesi vicini, ma molti negozianti tirano in ballo anche gli arredi e l’illuminazione che non hanno dato l’idea di festa necessaria per attirare la clientela.
Difficile capire se davvero questa possa essere una concausa, forse sarebbe utile ragionare anche sull’aspetto e l’appeal di un centro storico in cui i negozi di tradizione sono rimasti non più di una quindicina e dove da anni è tristemente chiuso anche il Caffé Di Simo, il bel locale stile liberty in cui si trovavano Puccini, Pascoli, Carducci, Ungaretti, Pea e altri esponenti dell’arte e della letteratura. Mentre la causa tra proprietari e gestori va avanti, si affacciano grandi catene dell’abbigliamento, intenzionate ad aprire attività che nulla avrebbero a che fare con la storia del Caffè. In passato, di fronte a rischi analoghi, la città si era mobilitata, con successo. Oggi tutti tacciono.
Certo è che senza gli ultracentenari “negozi del garbo”, uno più bello dell’altro e tutti diversi, originali, la marea di punti vendita delle catene dell’abbigliamento che sembrano fatti con lo stampino, l’arrivo di esercizi di intimo e bigiotteria al posto di articoli più esclusivi e raffinati, la stenderia di locali per la ristorazione veloce hanno inferto all’immagine di Lucca un colpo dal quale sarà difficile riprendersi.
Ora anche le associazioni dei commercianti chiedono all’amministrazione comunale di porre uno stop, una moratoria basata su un chiaro piano delle funzioni, ma l’impressione è che si cerchi di chiudere la stalla quando i buoi sono scappati.
Certo, gli addobbi di Natale lasciano a desiderare: per l’illuminazione si è puntato più sulla novità e la qualità che sulla quantità e l’effetto, e pochi hanno apprezzato. Tristi sono apparsi poi i tentativi di mettere qua e là qualche albero di Natale di dimensioni ridotte rispetto al passato. Più ancora ha colpito però il risultato del fai da te: piante, luci e arredi di ogni genere al di fuori di ogni tentativo di progetto complessivo hanno dato una immagine davvero sciatta della città. Inevitabili le critiche, che si aggiungono a quelle per l’aspetto del mercato ambulante e più ancora della mini-pista da pattinaggio su ghiaccio in piazza Napoleone.
Per l’arredo urbano c’è un’ipotesi di intesa tra Comune e Soprintendenza che riguarda soprattutto gli spazi all’aperto dei locali pubblici nelle zone monumentali di particolare pregio. Un passo avanti, tra le polemiche delle associazioni dei commercianti che si dicono escluse dal confronto. Ma una goccia nel mare rispetto alla complessiva politica per l’arredo urbano che Lucca continua a non vedere.

You may also like...