Nel mirino delle centraline l’incantevole Val di Lima

Arriva dalla Val di Lima uno dei tanti esempi di come nel nostro Paese riusciamo a farci del male da soli, consentendo che bellezze stupende e di grande richiamo – principale risorsa dell’Italia – finiscano sotto i colpi della cementificazione.

Non basta infatti che nel territorio di Bagni di Lucca e dintorni – un tempo capitale europea amata da poeti come Byron e Shelley, musicisti come Puccini e Mascagni, reali, governanti e diplomatici, attratti anche dal famosissimo Casinò e dalle terme – ci sia la più alta concentrazione di parchi e strutture per il turismo “outdoor”, che punta tutto sull’ambiente e le bellezze naturali. Non basta la possibilità di fare, nel raggio di pochi chilometri quadrati, rafting, kayak, mountain bike, trekking, parapendio, paintball, nuoto ed equitazione, oltre a scorrazzare sul quad o avventurarsi nel Canyon Park e in altri due parchi parchi avventura. Non basta che queste attività di grande richiamo a pochi chilometri da casa, in Toscana (ma attirano gente da tutto il mondo), abbiano portato nel 2015 oltre 15.000 presenze che hanno dato ossigeno alle attività ricettive, alla ristorazione, al commercio e all’artigianato, consentendo anche recupero e manutenzione del territorio e offrendo non pochi posti di lavoro soprattutto ai giovani.

No, non basta una realtà del genere a sottrarre la Lima, i suoi affluenti e il suo territorio agli appetiti della speculazione. Tanto che, nonostante nella zona siano già 34 le centraline per la captazione delle acque, con impressionante impatto ambientale e scomparsa di buona parte della fauna ittica, tra cui la rara trota faria che vive in queste acque, a turbare la popolazione è arrivato un progetto di notevoli dimensioni per la costruzione di un altro impianto, poco a monte del punto in cui scendono gommoni, canoe e kayak e a due passi dal Canyon Park. Una società genovese, la Green Factory, intende infatti realizzare una centrale per la produzione di energia elettrica, assicurando che l’impatto sarà tollerabile, che garantirà il livello di portata delle acque e la presenza di corridoi di risalita per i pesci.

Nonostante la mobilitazione di comitati (con raccolta di centinaia di firme) e cittadini, a cui si è aggiunta la recente assicurazione dell’amministrazione comunale che si pronuncerà contro il progetto privo di interesse pubblico (al Comune andrebbero solo pochi spiccioli del ricavato dall’attività), il timore della popolazione e degli ambientalisti è ancora una volta la posizione della Provincia e dell’Autorità di Bacino in merito alle autorizzazioni richieste dalla Green Factory.

Scottati dalla titubanza mostrata dalla Provincia in passato su altri progetti di grande impatto come l’inceneritore della cartiera Lucart a Diecimo e l’impianto a biomasse nell’area ex Alce, non realizzati solo per l’abbandono dell’impresa da parte dei proponenti, i cittadini e gli amministratori di Bagni di Lucca temono che la loro opposizione alla centralina possa essere insufficiente e per questo annunciano una ulteriore mobilitazione.

Intanto ricordano all’Autorità di Bacino che più volte questo ente, dopo le ricorrenti alluvioni, ha puntato il dito sul pericolo costituito dai manufatti realizzati negli alvei e sulle sponde dei corsi d’acqua, che ha chiesto in molti casi ai Comuni di far rimuovere. Più in generale fanno presente che è a rischio, per l’interesse sia pur legittimo di un privato, l’intera economia di una valle che nell’ambiente e nel turismo ha le sue risorse primarie.

E per questo si appellano al presidente della Provincia, Luca Menesini, il quale,  essendo anche sindaco di Capannori, ha proprio in questi giorni tuonato contro un impianto di carbonizzazione che privati vorrebbero realizzare sul suo territorio, in località Salanetti. Menesini ha detto chiaro e tondo che a lui poco importano le valutazione favorevoli arrivate anche dall’Europa e che il progetto sarà sottoposo a inchiesta pubblica e ad ogni altra possibile valutazione. La stessa linea sarà tenuta anche per Bagni di Lucca, si chiedono nella cittadina termale?