No della Regione alla centralina sulla Lima, ora si punta al campo di slalom per rafting e canoa

Un campo-fluviale da slalom per il rafting e il canoying al posto della diga per una nuova centralina di produzione di l’energia elettrica lungo il torrente Lima, a due passi da Bagni di Lucca. E’ l’obiettivo degli ambientalisti che, dopo otto anni, hanno vinto la battaglia contro l’impattante impianto di cemento che avrebbe portato guadagni alla società che voleva produrre e vendere energia elettrica emungendo acqua, ma che avrebbe portato un vulnus indelebile in un ambiente oggi teatro di relax, sport e turismo.

 Per gli ambientalisti il campo di slalom attirerebbe da tutta Italia e dall’Europa tanti atleti e appassionati, con grande beneficio per le attività e le strutture ricettive locali. Soprattutto nei mesi invernali, quando al Nord cala la portata delle acque in tante zone montane, la Val di Lima sarebbe un paradiso per migliaia di sportivi, recando linfa all’economia della zona che già riceve un grande afflusso dal turismo fluviale durante la primavera e l’estate, nonostante la pandemia.

 Può sembrare un sogno, ma ora il progetto è realizzabile, se amministratori e politici, insieme a imprenditori, saranno in grado di afferrarne la portata. Il campo di slalom, oltre che manna per le attività legate al turismo e al commercio e alla produzione di posti di lavoro, rappresenterebbe il sigillo sulla vittoria riportata dai comitati ambientalisti contro il progetto di un gruppo privato di Genova, la società Green Factory, che ha fatto  di tutto per far approvare alla Regione Toscana la costruzione della diga.

 Dopo le perplessità e le titubanze iniziali, a sostegno del comitato “Salviamo la Lima”, si sono schierati anche enti locali (Comune di Bagni di Lucca e Provincia di Lucca), Soprintendenza, Autorità di Bacino, Genio civile e l’allora consigliere regionale Stefano Baccelli (oggi assessore) che presentò in Regione la mozione che diceva no all’impianto, senza se e senza ma. Uno schieramento di forze e di motivazioni, arrivate anche alla conferenza dei servizi, che dopo ulteriori sopralluoghi dei tecnici ha portato l’ufficio regionale preposto a negare l’autorizzazione, nonostante la diffida della Green Factory che ne chiedeva invece il sollecito rilascio.

 La realizzazione della impattante diga di cemento sulla Lima, in località Cevoli di Fabbriche di Casabasciana, avrebbe portato guadagni al privato per la produzione e la vendita dell’energia elettrica ma, senza creare apprezzabili prospettive di posti di lavoro, rischiava di mandare a picco le attività del turismo fluviale che nella zona stanno conoscendo un vero boom, grazie ad un attrezzatissimo Canyon Park, e alle opportunità offerte per fare rafting, canoying, trekking, equitazione, parapendio e altre attività in un ambiente quasi incontaminato.

 Ora gli ambientalisti, appresa da “Il Tirreno” la notizia del no alla diga opposto dalla Regione, esultano e spingono perché venga preso subito in considerazione il progetto del campo di slalom. Ma invitano anche a tenere alta la guardia perché la Lima e i corsi d’acqua della Valle vengano d’ora in poi preservati come risorsa primaria, dopo che negli ultimi anni hanno visto la loro portata ridursi al lumicino dalla creazione di una settantina di centraline, utilizzate non solo per la produzione di energia a favore di attività industriali, ma anche per la commercializzazione da parte di privati.