Per Gelli bocciato alla Camera c’è anche un Pd che brinda

La voce, negli ambienti medici pisani, e non solo, è più che un sussurro. L’esclusione a sorpresa di Federico Gelli dalle candidature alla Camera decisa da Matteo Renzi non andrebbe ricercata come una punizione per non essersi reso disponibile a candidarsi a sindaco di Pisa e neanche – o non del tutto – negli equilibri delicati e difficili all’interno di quelle diverse componenti che, pur tutte renziane, sono in perenne antagonismo tra loro e attente a bloccare ambizioni e posizioni premianti degli altri. Verrebbe da altro, e da lontano. Dalla Calabria. Dal Pd della Calabria, presidente della Regione in testa, che avrebbe trovato udienza e soddisfazione presso l’inquilino principale del Nazareno. 

Per capire come questa voce si sia diffusa bisogna partire dal ruolo politico di Federico Gelli in questi ultimi anni e dalla situazione della sanità in Calabria. Gelli è responsabile sanità del Pd nazionale e ha avuto un peso consultivo importante nelle scelte in materia del ministro Beatrice Lorenzin e del premier Paolo Gentiloni; in Calabria, invece, da nove anni la gestione della sanità è commissariata a causa del dissesto dei bilanci e quindi sottratta alla Regione. Nel marzo 2015 commissario del governo per la gestione del piano di rientro viene nominato Massimo Scura ed è quasi subito un boccone indigesto per il potente presidente pd Mario Oliverio (qui un ritratto dell’Espresso in cui già si pone il tema della sanità) che chiedeva di essere nominato lui commissario. Molti i contrasti, le critiche, le accuse, le iniziative per cacciare Scura compreso una chiamata alle armi di tutti i sindaci calabresi e la minaccia di Oliverio di incatenarsi (ecco un articolo del Crotonese) davanti a Palazzo Chigi. Ma altrattento da subito, già nel 2015, Gelli durante la Consulta sulla sanità promossa a Catanzaro dalla segreteria regionale del partito si schiera con Scura.  «Il commissariamento in Calabria – afferma –  non può essere interrotto: lo dice la legge dello Stato italiano, e date le condizioni della sanità in questa regione sarà ancora lungo. Poi, esprimo un giudizio positivo sull’azione del Commissario» (per chi volesse approfondire, ecco qui l’articolo del Quotidiano del Sud). Un endorsement che Gelli ripeterà a distanza di un anno quando un emendamento alla legge di stabilità avrebbe consentito a Oliverio di riprendersi la sanità (qui l’articolo del Corriere della Calabria). 

Insomma tra Pd calabrese e responsabile nazionale sanità del Pd la frattura è forte. Tanto che già il 29 gennaio, il giorno stesso della comunicazione dei candidati per le politiche del 4 marzo, con un corsivo praticamente anonimo su “LaCnews24, la Calabria che fa notizia” (ecco il link), si racconta il siluramento di Gelli come diretta conseguenza del suo operato in Calabria lasciando trasparire anche una certa soddisfazione.  “LaCnews24”, che è anche tv, radio, edita dalla Pubbliemme, viene ritenuta non certo ostile al Pd calabro e al presidente Oliverio e il suo potere contrattuale con Matteo Renzi, tanto da ottenere per i suoi tutte le candidature richieste, viene sventolato nel corsivo proprio in relazione alla bocciatura di Gelli. 

Hanno ragione i calabresi e il passaparola tra medici toscani? Gelli è stato sacrificato a causa delle pressioni contro di lui del potente Oliverio che minacciava una rivolta consistente del Pd calabrese? La risposta, credo, è una di quelle destinate a rimanere nei “si dice”. Anche perché una conferma sarebbe una brutta pagina per Renzi. Avrebbe accettato di accontentare la vendetta su un esponente nazionale del partito scelto da lui e che aveva dalla sua attestati di stima e di sostegno a una ricandidatura da quasi tutte le associazioni toscane dei medici e da quelli universitari e la richiesta unanime del partito pisano. Insomma, inconfessabile. Anche per la diversa reputazione e caratura dei protagonisti della vicenda.

Forse anche per questo è ripartita una missione per archiviare la pratica “siluramento” e per ritentare di convincere l’ex deputato, che finora ha reagito alla defenestrazione senza polemica e con un ringraziamento a chi lo ha sostenuto, ad accettare la candidatura a sindaco di Pisa. Intanto torna al suo lavoro nella direzione sanitaria nell’Aoup, l’Azienda ospedaliera universitaria pisana. Già, è in scadenza il mandato dell’attuale direttore generale Carlo Rinaldo Tomassini. Potrebbe essere anche questa una prospettiva per Gelli.