Pisa, cresce il movimento contro le bancarelle in Piazza dei Miracoli

Il decoro di Piazza del Duomo a Pisa non è più solo un affare tra bancarellai, associazioni di categoria e amministrazione comunale. E se un ritorno  temporaneo dei banchi nella piazza in attesa della trasformazione dell’area del Santa Chiara pareva cosa fatta dopo le promesse elettorali e la sintonia che il governo leghista della città sembra avere con i rappresentanti del commercio, è scontro tra Soprintendenza e Ministero dei beni culturali che hanno detto no e chi, nella Lega, attraverso altri ministri cerca di aggirare leggi e logica.

Ma la novità vera è che un appello nato spontaneamente, senza appartenenza ai partiti, proposto da persone di diversa esperienza professionale e di simpatie politiche, si è imposto all’attenzione della città e ha raccolto in pochi giorni tantissime firme compreso quelle qualificate di intellettuali e studiosi di spicco. Al grido di “Mai più bancarelle in Piazza dei Miracoli”, pubblicando la richiesta di adesioni su Change.org (la piattaforma online per firmare le petizioni) Valeria Caldelli (giornalista e tra i blogger di AltraToscana), Pierluigi D’Amico (ambientalista, ex assessore del centrosinistra) e Silvia Silvestri (ex consigliere comunale ed esponente di spicco del centrodestra pisano) sono ora alla testa di un movimento trasversale che sta giocando un ruolo importante e forse decisivo per rappresentare il sentiment della città sull’argomento e non solo quello degli interessati.

«Nel dare la notizia che la lettera aperta ha superato mille adesioni, come primi firmatari dell’Appello per una mobilitazione delle coscienze – scrivono Caldelli, D’Amico e Silvestri – ci premeva mettere un punto fermo. Indietro non si torna, nessun ritorno al passato deve essere possibile in nessuna forma, fisica o temporale. Dunque: Mai più bancarelle in Piazza dei Miracoli. Certo sappiamo bene che le bancarelle dove sono attualmente hanno creato un disordine non più tollerabile e rapprentano unindecenza soprattutto considerando che Piazza Manin, come Piazza dellArcivescovado, via Santa Maria, Via Roma e Largo Cocco Griffi, ricade nella zona di rispetto di Piazza Duomo e meriterebbe ben altra attenzione ed anche interventi di recupero. Ci corre tuttavia lobbligo di ricordare che lo spostamento delle bancarelle doveva inizialmente avvenire nel parcheggio di Via Pietrasantina e solo per venire incontro alle richieste delle Associazioni dei bancarellai si decise, sbagliando, di collocarle in Piazza Manin».

«Quella del parcheggio di via Pietrasantina – aggiungono –  è ancora, secondo noi, l’ unica soluzione possibile. Non crediamo alla favola della collocazione all’ interno dell’ ospedale Santa Chiara, in primo luogo perché i tempi di una liberazione dalle attività  sanitarie appaiono indefiniti, poi perché gran parte di quegli edifici hanno  un  pregio, ed infine perché appaiono del tutto inaccettabili le ipotesi di chiudere addirittura la porta di accesso a Piazza Duomo (la Porta Nuova) per costringere turisti e cittadini residenti ad un percorso forzato tra le bancarelle ed entrare in Piazza da un nuovo accesso da realizzare nel muro di cinta dell’ ospedale. Ipotesi al limite del ridicolo».

«Quanto alle sentenze – è la conclusione del documento – occorre fare chiarezza. Sia il Tar che il Consiglio di Stato, ai quali hanno ricorso i bancarellai per la sospensiva e lannullamento dellOrdinanza di trasferimento in Piazza Manin, hanno rigettato i ricorsi. Infatti le bancarelle sono in Piazza Manin. Precisiamo infine che purtroppo non tutti noi firmatari iniziali dellappello possiamo fregiarci del titolo di intellettuali. Molti sicuramente lo sono, anche grandi intellettuali. Altri no. Ma tutti siamo cittadini che lavorano ed amano Pisa e la sua piazza dei Miracoli».