Poche domande, siamo Coop

L’Unicoop Tirreno sta affrontando un piano industriale che prevede una svolta storica nella natura stessa dell’ex coop La Proletaria. Sono in cantiere tagli e trasferimenti massicci di personale (solo nella sede centrale di Vignale si parla di circa 200 esuberi), nuovi soci, cessione di negozi in franchising ,  chiusura di punti vendita, il mutamento degli equilibri decisionali interni. A questo proposito, in ottobre, i vertici dell’Unicoop si sono recati nello studio del notaio Cristiani per conferire i poteri al direttore generale da poco eletto, Piero Canova. Sono sei pagine fitte fitte di poteri che vengono conferiti in via quasi esclusiva a Canova. In pratica diventa un superdirettore .

In questi giorni sono iniziate le assemblee dei soci per decidere l’emissione di strumenti finanziari partecipativi, stabilirne il regolamento, “approvare le modifiche dello statuto sociale rese necessarie degli strumenti finanziari partecipativi”. Scelte strategiche che vengono illustrate dal palco e che la stragrande maggioranza dei partecipanti ascolta per la prima volta. Sono , oltretutto, questioni delicate e complesse.

Il 5 dicembre ci sarà poi l’assemblea generale  (in prima convocazione il 4 dicembre). Se a qualcuno dei presenti sorgesse il ghiribizzo di alzare la mano e fare una domanda, chiedere un chiarimento in assemblea, non potrà farlo. Su questo i manifesti di convocazione sono categorici.  Chi ha dubbi deve porre il quesito scritto e firmato almeno otto giorni prima dell’assemblea in prima convocazione. “Non sono ammesse domande pervenute oltre i termine indicato”. Non sono consentite  “domande dalle quali non risultino le generalità del socio che personalmente le pone”. Inoltre un piccola “perla” : “Alle domande – è scritto nel regolamento di Unicoop – sarà data risposta di norma in assemblea generale o, prima di essa , personalmente”. Insomma, se al mega-direttore generale gli va, può anche andare dal socio e chiarire la vicenda de visu.

 

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