Polo tecnologico, Rosignano abbandona e Lippi (Pd) fa fronte con Ceccardi (Lega)

La rottura, sul Polo tecnologico della Magona, si è consumata il 10 ottobre scorso, quando la Regione ha proposto un protocollo d’intesa tra gli enti pubblici che gestiscono i poli tecnologici della costa toscana. Il Comune di Cecina (sindaco Pd) e quello di Cascina (sindaco Lega Nord) hanno costituito un imprevedibile fronte comune e si sono rifiutati di firmare il protocollo di fronte a Stefano Ciuoffo, assessore alle attività produttive della giunta Rossi. Al protocollo non ha aderito neppure il Comune di Livorno, il quale ha due poli direttamente legati all’Università di Pisa (Spica, Scoglio della Regina) e uno che mai ha iniziato a funzionare (all’ex Dogana d’acqua, zona Stringi-Stringi).

AltraToscana non è stata accreditata dal Comune di Cecina, altrimenti il sindaco Samuele Lippi avrebbe potuto spiegare il suo punto di vista, su cui lunedì scorso si è innestato un vivace dibattito in coda alla riunione della commissione bilancio, regolamenti e partecipate. Ma al di là di questo, è certo che senza la Regione a sostegno delle aziende e senza il Comune di Rosignano, che con ogni probabilità uscirà dal Consorzio già forte di un proprio incubatore di imprese, il Polo Tecnologico di Cecina rischia l’agonia. Dagli ambienti del Pd cecinese filtra infatti la notizia che il diniego del sindaco ad aderire all’accordo sia imputabile a una richiesta non accolta: il direttore unico regionale, una sorta di facilitatore previsto dal protocollo, secondo Lippi doveva essere espressione del Comune di Cecina, nella fattispecie l’assessore al bilancio Federico Cartei. La Regione ha risposto picche e Lippi, assieme alla sindaca di Cascina, Susanna Ceccardi, non ha firmato. D’altronde, nel complicato sistema di gestione dei poli tecnologici, è la Regione ad attivare la ricerca attraverso il trasferimento di fondi: è pacifico che si riservi il diritto di affidare l’incarico di coordinatore a una persona di propria fiducia.

Al di là dell’inedita alleanza tra un sindaco Pd e una sindaca leghista, peraltro difesa in commissione consiliare dagli interventi del consigliere comunale Lorenzo Gasperini (da tempo approdato in Lega Nord, ex portavoce di Ceccardi e fresco della polemica per una battuta brutale verso Maria Elena Boschi) e contestata dal consigliere Fabio Stefanini, sulle prospettive del Polo Tecnologico della Magona peserà l’abbandono del Comune di Rosignano, vale a dire dell’ente nel cui territorio si concentrano le maggiori attività industriali e i servizi su cui fare  ricerca (come il riciclaggio e la riconversione dei rifiuti). Un abbandono che è venuto a profilarsi lentamente e che ha subìto una brusca accelerazione negli ultimi due anni: al Polo tecnologico di Cecina, sostengono a Rosignano, si fanno ricerche di nicchia. Però c’è bisogno di ampliare gli orizzonti della ricerca. A fine marzo, quando il Consorzio scadrà, è prevista la resa dei conti: il Comune di Rosignano si tirerà fuori assieme alla Provincia, che non ha più competenze in materia economica. E nel caso in cui altri enti pubblici non entrino nella partita (tipo Castagneto Carducci e Bibbona), si ridurrà drasticamente il peso pubblico. Non solo per quantità, ma anche per qualità: scegliere di fare a meno di Rosignano, per un polo tecnologico che ha sede a Cecina, è come se fosse la Nato a fare a meno degli Stati Uniti e non l’inverso.

In questa vicenda del polo tecnologico ci sono più aspetti da sottolineare. La prima: il rapporto, nato logoro e peggiorato nel tempo, tra il Comune di Cecina, i suoi vicini e la Regione, di fatto ha prodotto un isolamento; la seconda: l’ambizione di affermare Cecina per i posti occupati dai singoli, si trasforma solo in sterile nichilismo; la terza: con moto accelerato certi punti di vista del sindaco Lippi coincidono con quelli della destra radicale e in questo caso si sono tradotti in un accordo strutturato contro  la Regione; la quarta e ultima: fino al termine della legislatura, l’idea della Bassa Val di Cecina non esisterà più e con essa smetteranno di esistere le politiche d’interesse comune per il territorio.

Oggi, mercoledì 18 gennaio, a Firenze si riuniscono i rappresentanti Pd dei comuni di Rosignano, Cecina, Bibbona e Castagneto. Forse rifletteranno anche sul futuro del Polo Tecnologico della Magona e, per Lippi, sarà l’occasione di rivedere il suo punto di vista: senza Rosignano, il Polo della Magona rischia di diventare un guscio vuoto.