Puccini, Fondazione senza direttore

Non è una perdita di poco conto l’abbandono della direzione della Fondazione Puccini di Lucca da parte di Massimo Marsili. Si sono registrati infatti significativi risultati nei due anni in cui l’ex dirigente del settore cultura della Provincia, approdato alla Camera di Commercio, ha prestato il suo lavoro (che fin dall’inizio aveva detto sarebbe stato transitorio) per rilanciare non solo il Museo della Casa Natale del compositore e l’annesso bookshop, ma anche l’attività legata alla figura e al brand del maestro nel suo complesso.

Il metodo portato da Marsili e dai suoi collaboratori ha infatti aperto ad una più ampia promozione le offerte e le iniziative nel nome di Puccini, facendole uscire da un pur rispettabile, ma ristretto nucleo di acculturati melomani. E’ stato grazie a questa svolta che il Museo e il bookshop hanno visto crescere (del 20% sul 2015, nei primi sei mesi di quest’anno) visitatori e clienti, ottenendo confortanti numeri nei bilanci.

Al tempo stesso si è lavorato per far sapere al mondo, soprattutto tramite il web, che Puccini è di Lucca e non di Torre del Lago e che a Lucca ha la sua casa natale.  Non si poteva fare molto di più, senza strutture teatrali adeguate per la grande lirica, e senza convinti e consistenti finanziamenti su un programma di qualità che certamente non sarebbe difficile allestire.

Ringraziamenti a parte per Marsili, che ha ufficialmente lasciato per i troppi impegni, non pare però di notare attivismo per colmare subito il vuoto che si è venuto a creare. La Fondazione fa sapere che la figura del direttore non è obbligatoria per statuto e che comunque la struttura continua a funzionare con l’impegno dello staff coordinato da Marsili. Non sono poche però le persone che ritengono invece urgente trovare subito un altro manager all’altezza per proseguire il cammino che mira ad affermare nel mondo l’eccezionale brand di Puccini, formidabile polo di attrazione se curato e sfruttato a dovere.

Ma in una città che vuol vivere anche di turismo qualificato, ma in cui si fa a meno dell’assessore alla cultura e di una cabina di regia per la promozione e la calendarizzazione degli eventi, non ci sarebbe da stupirsi se si lasciasse la Fondazione Puccini priva di direttore.