Qualche domanda sul caso del ponte crollato a Genova

Ma le autostrade sono solo un business che frutta a pochi cifre da capogiro o sono un servizio pubblico? Perché non pensare intanto a un sequestro cautelativo dei beni personali di amministratori e manager, oltre che della società, per garantire almeno il risarcimento certo dei danni subiti dalle famiglie delle vittime e degli evacuati, nel caso la copertura assicurativa si rivelasse insufficiente? Ancora: ma chi e come ha fatto a lasciar costruire case e fabbriche sotto quello e altri ponti, a Genova come nel resto d’Italia? Perché i “corridoi” previsti nei piani regolatori per le strade e le ferrovie vengono ovunque occupati da case e fabbriche la cui edificazione, che doveva essere assolutamente vietata, è stata consentita da varianti ad hoc? Se davvero a Lucca si arrivasse a costruire i nuovi assi viari, dove troverebbero gli spazi in un territorio così antropizzato da richiedere, già ora, o sopraelevate o abbattimenti di manufatti?
Infine: abbiamo diritto, con quello che costano i pedaggi, a viaggiare sicuri o no?