Recupero dei vecchi ospedali: Pistoia è pronta. E Lucca?

Da Marta Quilici, portavoce del sindaco Samuele Bertinelli, Altra Toscana riceve la nota, che riportiamo sotto, in cui si spiega il progetto per il recupero dell’area dello storico ospedale del Ceppo, liberata dallo spostamento del nosocomio nel nuovo complesso in prossimità del casello della Firenze-mare. A Lucca esiste una questione analoga per l’area del vecchio Campo di Marte. Pistoia è pronta: e Lucca?

Questa la nota relativa al Ceppo.

“Ottomila metri quadri di superficie coperta in demolizione a fronte di soli 4.200 mq di ricostruzione, di cui buona parte per l’ampliamento di servizi socio-sanitari; oltre 31.500 mq di parco pubblico e di verde di connettività; 7.150 mq destinati a parcheggio; oltre 16.468 mq di immobili di pregio dedicati a funzioni culturali, museali, espositive, Casa della città e servizi; 21.118 mq destinati a funzioni socio sanitarie: è pronto il piano particolareggiato di iniziativa pubblica “Un quartiere sostenibile per l’area del Ceppo”, elaborato dal Comune di Pistoia, che sarà a breve portato all’attenzione della commissione consiliare competente in materia di urbanistica per poi essere sottoposto all’esame del consiglio comunale.

L’area del Ceppo, che si estende complessivamente per 76.562 mq, si trasformerà in un quartiere sostenibile, completamente pedonale, immerso nel verde e caratterizzato da elevata qualità ambientale, urbanistica e architettonica: le ampie porzioni previste in demolizione lasceranno infatti spazio a nuovi spazi pubblici, percorsi ciclabili e pedonali, un parco pubblico, una nuova grande piazza che sorgerà al posto dell’attuale piastra operatoria, rilevanti servizi pubblici di carattere socio-sanitario, amministrativo, museale ed espositivo e tre nuove costruzioni per la residenza, di elevata qualità architettonica, collocate ai margini dell’area.

Nella parte storica del Ceppo (ovvero la parte monumentale ed il cosiddetto padiglione Cassa di Risparmio, che entreranno direttamente nelle disponibilità del Comune di Pistoia) potranno sorgere uffici pubblici, gli archivi comunali storici riuniti e tutti i servizi di sportello del Comune attualmente collocati in più sedi; saranno inoltre previsti spazi nei quali condividere e sviluppare esperienze formative, di lavoro ed imprenditoriali, come piattaforme di co-working e start up giovanili. L’edificio storico sarà destinato prevalentemente alla funzione espositiva e museale. Nella parte monumentale, infatti, sorgerà il più importante polo museale cittadino, di cui il primo nucleo è stato già inaugurato lo scorso dicembre con la sala dedicata al Museo della sanità pistoiese. Ferri per curare. Sempre nella parte storica l’Amministrazione comunale intende realizzare una “Casa della Città”, un moderno urban-center che diventerà il cuore pulsante della partecipazione attiva dei pistoiesi alla vita della città.

Per quanto riguarda la parte socio-sanitaria (21.118 mq), le parti di più recente costruzione che si affacciano sul viale Matteotti accoglieranno un grande presidio territoriale, con servizi sanitari, ambulatoriali, socio sanitari e anche residenziali: una “Casa della Salute”, nella quale lavoreranno i medici e i pediatri di famiglia, un “reparto di cure intermedie” per i pazienti con instabilità clinica, i servizi di salute mentale, quelli infermieristici e del SERT, il Centro Donna, i settori diagnostici e quelli amministrativi, il Cup, gli uffici di prenotazione per gli ausili e le protesi, spazi dedicati alle associazioni di volontariato. Il Sert da via degli Armeni sarà collocato nel Padiglione Nuove Degenze dove poi confluirà il resto delle attività della nuova “Casa della Salute”. Nella palazzina del Sert, una volta eseguita la manutenzione dell’immobile, prenderanno posto le funzioni di direzione della Zona Distretto e della Società della Salute. Avrà una nuova collocazione nell’area anche il Centro di Salute Mentale, che potrà così disporre di più ampi e adeguati locali, anche per dare piena attuazione agli impegni assunti con il Patto per la Salute Mentale. Il Padiglione di Emodialisi, di recente costruzione, continuerà ad ospitare la dialisi territoriale e al primo piano andranno il Centro donatori, attualmente in via del Ceppo, ed altre attività di immunoematologia.

In un’unica area saranno così raggruppati ed incrementati molti dei servizi oggi dislocati in diversi presidi territoriali cittadini.

Nuovi spazi pubblici. Il nuovo quartiere sarà interamente pedonale e ciclabile e il parco pubblico, di 31.551 mq, rappresenterà il vero tessuto connettivo del quartiere. Il piano traccia infatti un importante reticolo ciclopedonale che penetra nel verde, la cui direttrice principale collegherà viale Matteotti a via delle Pappe, salendo poi fino alla piazza Duomo. Su tale percorso si innesteranno altri attraversamenti, tra cui quello di connessione con la nuova piazza che sarà realizzata al posto della enorme piastra operatoria, che sarà interamente demolita. Nella parte lungo il viale Matteotti sarà mantenuta la destinazione a parcheggio che si estenderà per ben 7.150 mq.

Il parco prenderà avvio dal viale Matteotti, dove sorgerà un giardino pensile a copertura del parcheggio, fino a giungere alle porte della città storica, andando a ricucire gli ampi spazi verdi già esistenti, a partire da quello del padiglione emodialisi su via degli Armeni.

Il piano pone grande attenzione anche alla qualità e alle caratteristiche della vegetazione: si prevedono infatti siepi doppie lungo i confini con le proprietà private, filari di alberi, lungo i percorsi principali, orientati in modo tale da esaltare le visuali verso i monumenti del centro e grandi siepi scalari funzionali alla mitigazione dell’impatto negativo sulle visuali di certi edifici esistenti.

Per il nuovo quartiere il piano particolareggiato ha posto particolare attenzione al tema della “permeabilità urbana”: sono stati infatti previsti più punti di accesso pedonale e ciclabile da connettere con altre analoghe percorrenze in città, affinché l’area e il suo nuovo parco divengano un luogo attrattivo e qualificante per tutta la città storica, fruibile dai cittadini.

 

Le nuove costruzioni. Il saldo tra i volumi costruiti e i volumi demoliti nell’area sarà negativo.

La superficie coperta complessivamente prevista in demolizione sarà pari a 8.000 mq, a fronte di una superficie coperta prevista in ricostruzione di appena 4.200 mq. Peraltro il 25% dei volumi ricostruiti (superficie utile) sarà destinato all’ampliamento previsto per le funzioni socio-sanitarie.

Sotto il profilo paesaggistico, le nuove costruzioni saranno organizzate in modo diverso da quello attuale, così da ridurre significativamente l’impatto rispetto alle precedenti costruzioni. Le nuove costruzioni saranno infatti concentrate in tre diverse unità minime di intervento poste in posizione marginale rispetto all’intera area: le prime due sorgeranno su via della Crocetta, al posto di precedenti fabbricati assai più impattanti. Le altezze di queste costruzioni saranno differenziate, così che gli edifici possano sempre risultare nascosti rispetto alle visuali dal viale Matteotti e contenuti entro la sagoma del centro sanitario.

L’altra unità minima di intervento sorgerà in prossimità di via degli Armeni, a chiusura dell’isolato urbano che attualmente ha il retro delle case verso l’area ospedaliera. Il fabbricato manterrà altezze analoghe a quelle delle tipologie edilizie contermini e tenderà alla riorganizzazione di questa porzione di area, tenendo anche conto del previsto ripristino degli antichi accessi pedonali da via del Frantoio e dal sagrato della chiesa del Carmine. Per tutti gli altri edifici sono previsti interventi tendenti alla riqualificazione edilizia, mentre nei casi di beni monumentali come il vecchio Ceppo e il convento di Santa Maria delle Grazie si prevedono interventi di restauro.

 

Tempi. La trasformazione dell’area avverrà attraverso alcuni passaggi fondamentali:

-le demolizioni ad opera dell’Azienda sanitaria, che precederanno l’attuazione del progetto di piano;

-l’approvazione del piano con stipula di una Convenzione con l’Azienda sanitaria, nella quale si regolano i rapporti tra Comune e Azienda Sanitaria e suoi aventi causa. In particolare verrà sancito il trasferimento nella proprietà del Comune di Pistoia di circa il 50% delle superfici: tutta la parte monumentale del Ceppo, pari a circa 6.500 mq e il padiglione Cassa di Risparmio di circa 10.000 mq destinato ad attività di servizio di interesse pubblico. Per la restante parte, il 5% é già oggi costituito da aree pubbliche di proprietà del Comune; il 23% rimarrà in proprietà della Azienda Sanitaria e sarà destinato a servizi socio sanitari; il rimanente 22 %, verrà messo a reddito tramite cessione a soggetti terzi per realizzarvi residenze, piccoli negozi di vicinato, attività direzionali o turistico-ricettive. In particolare per Santa Maria delle Grazie è prevista una scheda tecnica condivisa con la Soprintendenza volta a consentirne la trasformazione e la valorizzazione, garantendone la tutela e il recupero.

In definitiva, il 78% della superficie dell’area sarà destinata a spazi e servizi pubblici, fruibili da tutti.

-Contemporaneamente all’adozione da parte del consiglio comunale, sarà messa a bando la progettazione delle opere di urbanizzazione tramite gara di evidenza pubblica. Le opere di urbanizzazione, infatti (ossia la realizzazione dei sottoservizi, del parco, della piazza, della viabilità e dei parcheggi pubblici) non saranno realizzate dai privati che interverranno sull’area per la costruzione dei nuovi edifici, ma saranno interamente realizzate dal Comune. Per queste, dal momento dell’affidamento, si prevedono circa due anni di lavoro”.

 

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