Regionali. Le spine di Giani

Palazzo delle Muse, Viareggio, serata afosa. Alla fine di un dibattito su don Milani, saluto il sindaco Giorgio Del Ghingaro e gli dò appuntamento il prossimo anno a Firenze, consiglio regionale (a Viareggio si voterà per il rinnovo dell’amministrazione). Il sindaco sorride. Gli chiedo di Giani: si rabbuia, ma non dice nulla. Però capisco che non gli deve andare tanto a genio come futuro presidente della Regione. Mettiamola breve: la mia impressione è che dalla Costa salga forte, a torto o a ragione,  un no alla candidatura di Giani. Che viene visto come il candidato di Renzi e della Toscana forte -Pisa, Prato e Pistoia-. Durante il suo intervento Del Ghingaro ha ripreso la dicotomia tra centro e periferie evocata da don Marcello Brunini, nel corso dell’incontro milaniano, per sottolineare come anche in politica le periferie – alias i sindaci – siano emarginati. Conta il centro. Firenze e Roma. Va detto che Giani in questi anni le periferie toscane le ha visitate tutte, ma la sua linea politica che non  sembra convincere molti sindaci della Costa. E per il Pd, in vista delle regionali, questo è un altro problema di non poco conto.

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