Retroscena. La scommessa di Rossi: no all’inceneritore, sì all’aeroporto

Troppa meraviglia sul no all’inceneritore di Case Passerini, Firenze. Già era tutto scritto, o facilmente prevedibile. Un piccolo retroscena. Circa due anni fa il governatore Enrico Rossi confessò ad alcuni amici che l’inceneritore difficilmente sarebbe  stato costruito. Per due ragioni, a suo dire. Primo: i rifiuti in virtù della crisi sarebbero diminuiti rispetto alle previsioni di quando fu concepito l’inceneritore. Secondo: Tar e Consiglio di Stato probabilmente avrebbero accolto i ricorsi. C’erano insomma buone ragioni giuridiche per lo stop. L’impressione, nel raccogliere questo retroscena, è che Rossi puntasse ad un compromesso con i no della Piana ad aeroporto e inceneritore. No al secondo, sì al primo. E così, seppure con lentezze e ritardi, sembrano andare le cose nella Piana della discordia. Anche se in due anni è cambiato di nuovo il mondo. Rossi non è più nel Pd e soprattutto al governo c’è il M5S che non vuole neppure l’aeroporto. Vedremo.