Riabilitazione al Campo di Marte, finalmente una proposta sensata

Arriva finalmente una proposta sensata per il recupero e l’utilizzo del complesso ospedaliero del Campo di Marte, improvvidamente abbandonato per il trasferimento nel nuovo ospedale San Luca, appena realizzato e già insufficiente. Almeno per far convivere le cure “per intensità e urgenza” con il resto della necessaria e assai più ampia assistenza sanitaria. Sono ora le mozioni proposte in consiglio comunale dai consiglieri Francesco Battistini (Pd) e Massimiliano Bindocci (M5S) a far sperare in un tardivo, ma sempre utile ravvedimento nelle scelte per quel complesso, che la Regione vorrebbe vendere monetizzando, per recuperare almeno in piccola parte le spese sostenute per costruire il San Luca. Obiettivo perseguito invano da più di dieci anni, durante il quale sono diventati una chimera i 24 milioni che la Regione pensava di poter recuperare dalla cessione. Nonostante studi e tentativi di project financing che coinvolgevano Fondazioni bancarie e privati, nessun investitore-acquirente si è concretamente fatto avanti e sul mercato oggi non si trova reale interesse, e certo non per la cifra desiderata.
Mentre si annaspa alla ricerca quanto meno di un idea organica di cosa si vorrebbe fare del Campo di Marte, prima che cada a pezzi o diventi un rifugio di sbandati, sembra farsi strada la concezione che sarebbe assai più necessario e utile mantenere la funzione pubblica di quella grande area, riempiendola di servizi oggi carenti, se non assenti, nel campo della assistenza sanitaria. Anche, perché no, con intese con operatori privati, purché poi l’offerta dei servizi sia accessibile non solo per i più abbienti che già possono curarsi in cliniche, resort e centri di ogni genere.
Da non lasciar cadere allora la proposta che arriva da Battistini e Bindocci, una idea di buon senso dopo che, in questi dieci anni, il vaniloquio su cosa fare del Campo di Marte è penosamente passato dalle solite proposte per il centro commerciale, direzionale e residenziale per arrivare alla cittadella della sicurezza con comandi, caserme e Prefettura. E, senza dimenticare il progetto per le stazioni della possibile metropolitana di superficie tra Lucca e Ponte a Moriano, spingersi a ipotizzare una cittadella degli uffici.
In sostanza i due consiglieri difendono la destinazione di utilizzo sanitaria e, soprattutto, invitano a recuperare un servizio importantissimo per la collettività: la riabilitazione. Oggi per trovare un centro all’altezza, con cure all’avanguardia, da tutta la Lucchesia bisogna salire a Barga, un’ora da Lucca lungo una strada tortuosa. Per pazienti e famiglie che lì devono andare dalla Piana, un calvario che si aggiunge al già grave disagio comportato dalla necessità di cure per recuperare dopo malattie, infortuni e interventi. Chi può, cerca strutture più vicine, pagando; gli altri si mettono in lista di attesa e si rassegnano al tragitto verso Barga, o si adeguano all’offerta che l’Asl cerca di assicurare con convenzioni sparse.
Una situazione paradossale, che potrebbe essere risolta se davvero andasse avanti il progetto sostenuto da Battistini e Bindocci per realizzare un centro di riabilitazione dotato anche di piscina e palestra, facilmente contenibile nell’area del Campo di Marte.
«Chiediamo che vengano realizzati impianti sportivi per percorsi riabilitativi all’interno di un’area da sempre dedicata alla salute – dice Battistini – e che ancora intende proseguire questa strada attraverso le cure intermedie. È evidente come l’ iniziativa debba essere sviluppata nelle sedi preposte, con il coinvolgimento quindi di tutti gli enti interessati, tra cui Regione Toscana e Asl, al fine di condividere questa trasformazione urbanistica, che non richiede grandi stravolgimenti urbani, ma che porterebbe invece grandi benefici a chi necessita di usufruire di strutture adeguate per migliorarne la qualità della vita». Battistini aggiunge che «concentrare la riabilitazione in un luogo dove già sono presenti ambulatori medici, preposti alla diagnosi e al controllo di varie patologie che interessano la riabilitazione stessa, significa poter coordinare, verificare e progettare percorsi condivisi tra specialisti. Per di più le piscine e le palestre, oltre alla riabilitazione psicomotoria, potrebbero avere altri utilizzi, come la medicina sportiva, corsi di ginnastica per anziani o per particolari discipline sportive che non riescono a trovare una collocazione adeguata negli edifici esistenti».
Sulla stessa linea Bindocci, che ricorda come come l’utenza interessata a un servizio del genere sia, soltanto a Lucca e nella Piana, di 170.000 persone. Le due mozioni proposte nella commissione consiliare del Comune potrebbero ora essere unificate. Intanto il sasso nello stagno è lanciato e i cerchi nell’acqua potrebbero allargarsi con l’azione dei comitati che si muovono e si organizzano in difesa della funzione e fruizione pubblica dell’area Campo di Marte. Dove ci sarebbero ampi spazi per accogliere, se si volesse e si trovasse il modo di finanziare opere, gestione e servizi, anche i post operati del San Luca, nonché i malati oncologici (terminali e non) per i quali ci sono soltanto i pochi posti dell’hospice San Cataldo a Maggiano, oltre ai malati di Alzheimer e di Parkinson alle persone colpite dalle patologie della mente, la cui assistenza ricade sostanzialmente e drammaticamente sulle famiglie.