Sanità pubblica a picco, ora Lucca alza la voce

Il problema non si può o non si sa risolverlo? Meglio negarlo. Sembra essere questa la scelta dei vertici della Asl di Lucca, nel mirino di cittadini, Ordine dei Medici e sindacati, ma poco o punto incalzata dai sindaci della Conferenza, assai timorosi a mettersi contro la Regione e pretendere che torni a livelli  di decenza l’assistenza sanitaria pubblica.

La politica dello struzzo

E’ un problema  il perenne sovraffollamento, accentuato nel periodo del picco dell’influenza, del pronto soccorso? Per l’Asl pare di no. Sono problemi le persone, non gravissime, che devono rimanere al pronto soccorso anche otto ore, nel caos? Oppure la carenza di posti letto? Oppure gli utenti che, in stato di assoluta necessità e urgenza, devono aspettare mesi e talora anche più di un anno per un accertamento,  una visita o un intervento, che, pagando, otterrebbero subito in libera professione o in centri privati? Oppure le persone che, nel fine settimana, non riescono a trovare un dottore alla super impegnata guardia medica? Oppure le famiglie che devono assistere 24 ore su 24, nelle loro case o nelle pochissime strutture rimaste sul territorio, malati cronici e terminali, disabili, e persone con problemi psichiatrici?

Ma quando mai.

“Tagli” la parola d’ordine

In tempi di carenza di fondi, l’unico problema all’Asl pare quello di come individuare cosa, come e dove si può ancora tagliare. E che l’utenza, i medici e il personale paramedico continuino pure a protestare, poco sostenuti dalla politica, che sembra svegliarsi un po’ ora: sarà perché tra tre o quattro mesi a Lucca si vota? Mentre il tema della quantità e qualità dell’assistenza sanitaria pubblica irrompe dunque nella campagna elettorale, chi nel settore opera esce allo scoperto, attaccando la gestione della Asl senza peli sulla lingua.

Bocciatura senza appello dall’Ordine dei Medici

Dice ad esempio il presidente dell’Ordine dei Medici, Umberto Quiriconi: “La negazione di un problema costituisce il modo più semplice per risolverlo. Questa è sostanzialmente la morale di quanto accaduto, secondo quanto riporta la stampa, nella conferenza zonale dei sindaci durante la quale questi ultimi hanno evidenziato le criticità del S. Luca dinanzi alla direttrice generale De Lauretiis. Tale atteggiamento negazionista è sinonimo a mio avviso di sufficienza e lontananza dalla realtà ed è veramente riprovevole sia nei confronti della salute dei cittadini, sia nei confronti delle condizioni di lavoro dei medici e del personale sanitario che si sente letteralmente preso in giro da tali affermazioni quando invece dà tutto per gestire al meglio il servizio per di più assumendosi pesanti responsabilità professionali.

Il dio “utile” unica legge

“Sarebbe bene ricordare – prosegue Quiriconi  – he la sanità non è un’azienda che deve produrre utili, l’unico obbiettivo è e deve essere la tutela della salute, per cui è impropria una gestione basata principalmente su criteri economico-finanziari facendo passare in second’ordine il servizio erogato. E’ stato detto che sono necessari nuovi modelli organizzativi, in realtà è solo necessario assumere personale, ripristinare i precedenti modelli assistenziali predisposti per reparti ( il modello ”per intensità di cura” è un vero e proprio bluff) e finanziare adeguatamente la medicina territoriale soprattutto dal punto di vista della degenza di 2° livello e dell’assistenza domiciliare che costano veramente poco e permetterebbero di alleviare la medicina generale ospedaliera da un rilevante carico di degenze improprie con benefici effetti anche sui tempi di permanenza in pronto soccorso. Infine un appello: i sindaci si riapproprino appieno del ruolo di massimi garanti della salute dei cittadini e nelle loro scelte ascoltino meno i burocrati e più i cittadini e il personale sanitario”.

Sindacati all’attacco

Non più teneri i sindacati, Cgil-Cisl-Uil: “E’ arrivato il momento – dicono –  di rispondere a queste domande : che cosa vogliono i sindaci per l’ospedale San Luca e per la zona della piana di Lucca? E come vogliono pianificare la sanità in Valle del Serchio? Sono disposti ad un confronto diretto con le organizzazioni sindacali? Rteniamo che sia necessaria la valorizzazione degli attuali referenti del territorio e dell’ospedale, che passa solo dalla definizione della loro autonomia senza la quale non è possibile far marciare la complessa macchina sanitaria lucchese, organizzare al meglio i servizi e intervenire concretamente sulle emergenze. La nostra sanità è stata lasciata al palo per troppo tempo. Le organizzazioni sindacali non sono mai state convocate ad un tavolo di confronto in Area Vasta per discutere sulla strategia aziendale.

Primariati mancanti

«Vi è la necessità immediata – aggiungono – di dotarsi di primariati mancanti, di rivedere quelli cancellati, valorizzare le eccellenze che attualmente ci sono, riflettere sulle criticità che ci sono, incrementare il rapporto territorio e ospedale tramite figure professionali a supporto dei direttori di ospedale e di distretto, fare sinergia amplificando l’offerta sanitaria delle strutture convenzionate soprattutto nei momenti di crisi di posti letto come quello attuale e al tempo stesso trovare le soluzioni reali che vadano oltre i dati statistici. In assenza di risposte da parte dell’Asl ci vedremo costretti ad adottare iniziative idonee alla soluzione dei problemi».

Interessano questi temi ai candidati sindaco? Cosa hanno da proporre?