Sanità solidale, Lucca sperimenta un nuovo modello

Nella Toscana che osserva con grande preoccupazione le crescenti difficoltà di un sistema di  assistenza sanitaria pubblica portato in passato a modello, ma nel quale  oggi sembrano dominare logiche politiche, legate prima al risparmio che alla garanzia di servizi adeguati accessibili a tutti, a pari condizioni, arriva da Lucca un possibile esempio di alternativa che comincia ad essere monitorato e sostenuto con interesse. Pare proprio che ci possa essere essere un modello nuovo di sanità che assicuri servizi a basso costo, se non gratuiti, ai cittadini che non trovano più risposte in tempi adeguati e a prezzi sostenibili nel servizio sanitario nazionale o nella sanità privata. A dare una risposta e a suggerire cosa fare è l’associazione no-profit “Amici del Cuore”, che ha celebrato la festa del suo trentunesimo anno di attività.

A colpire sono state l’analisi e le proposte del presidente, Raffaele Faillace, già direttore generale della Asl 2 di Lucca.  “L’analisi dello stato dei servizi sanitari pubblici rapportati alle esigenze reali della popolazione – ha sostenuto – conferma la necessità di creare qualcosa di nuovo che contribuisca a favorire lo sviluppo di un sistema universalistico (ovvero: accessibile a tutti) nel campo della prevenzione e dell’assistenza. Le statistiche dicono che ci sono 5 milioni di cittadini che rinunciano alle cure perché non possono sostenerne i costi o perché scoraggiati dai tempi di attesa. Occorre allora un modello nuovo, che sia una via di mezzo tra il servizio sanitario nazionale e la medicina che punta sul profitto. Quel modello per noi è il privato sociale-no profit. Per questo abbiamo creato, nel marzo del 2015, il centro di sanità solidale, basato sulla gratuità o sul low cost delle attività specialistiche ambulatoriali che offre in un numero crescente di settori specialistici. L’Asl ha ridotto drasticamente le attività ambulatoriali esterne e i cittadini sono spesso costretti a rivolgersi alla sanità privata. Basti pensare che la risonanza magnetica, un tempo attiva anche la sera fino alle due di notte,  funziona soltanto poche ore al mattino per le urgenze intraospedaliere.”

Dopo il migliaio di prestazioni assicurate ai soci (la tessera costa circa 30 euro all’anno) nel corso del 2015, nel 2016 si dovrebbe arrivare a 1200-1300. Oltre allo screening cardiologico annuale, si possono dal marzo dello scorso anno avere prestazioni in varie discipline specialistiche, cure riabilitative e analisi a prezzi considerevolmente vantaggiosi rispetto a quelli della sanità privata e, soprattutto, senza lunghe liste di attesa.

“Abbiamo anche noi dei costi da coprire e non ce la faremmo con i soli contributi, peraltro fondamentali, che ci arrivano dalle fondazioni bancarie e dalle donazioni di aziende di primo piano – spiega Faillace -. Non siamo in grado di offrire tutto completamente gratis. Ma facciamo di tutto per assicurare assistenza anche a chi non può contare su grandi redditi”. Del tutto gratuite, peraltro, sono le prestazioni garantite attraverso il “Progetto San Martino”:  sono riservate agli indigenti indicati dalla Caritas, dal Comune, ma anche dai medici di base. E si aggiungono a periodici screening gratuiti, come quelli del cardiocamper, grazie ai quali è stato possibile salvare persone da problemi cardiologici gravi.

Collaborazione sempre più stretta è pronto a dare anche l’Ordine dei Medici, il cui vicepresidente, Cosma Volpe, sottolineato quanto sia fondamentale l’opera di supplenza che gli “Amici” fanno sul territorio per alleviare i problemi di una utenza alle prese con tempi di attesa lunghissimi nella sanità pubblica e con costi crescenti, che sempre meno persone possono sostenere per curarsi. Nel suo campo, ricorda Volpe, ormai è di un anno l’attesa per un intervento alla cataratta. “Non servono le migliori strumentazioni – dice, plaudendo all’iniziativa degli Amici – se nella sanità pubblica aumenta la burocrazia e diminuiscono le prestazioni e gli interventi”.

Parole che incoraggiano gli “Amici del Cuore”.  “Non ci fermiamo – aggiunge Faillace – abbiamo allestito anche il centro prelievi che opera  nel campo della genetica, unico nella Toscana nord  occidentale, in accordo con il Genoma Group di Milano. E funzionerà presto anche un ambulatorio per le malattie rare, che prevede la ricerca”.  A sostenere l’iniziativa degli “Amici”, oltre alle fondazioni e ai privati che fanno donazioni, arrivano ora anche la Misericordia di Borgo a Mozzano e la Croce Rossa, pronte ad ampliare il capitale sociale.

“Puntiamo ad un nuovo modello di sanità –  conclude Faillace -, una via di mezzo tra il sistema pubblico e quello privato che, in prospettiva, può realizzare  una alleanza tra servizio sanitario nazionale e volontariato privato sociale-no profit, finalizzata alla tenuta dei livelli essenziali di assistenza ed ad una più agevole sostenibilità economica del sistema. L’esempio può arrivare da come funziona in Toscana il 118, servizio che avrebbe costi ingenti per le Asl se non potessero contare sulla partecipazione del volontariato con i suoi mezzi e il suo personale. Questa impostazione a mio giudizio è strategica: l’alleanza tra pubblico e privato-no profit può dare risposte che ora il servizio sanitario nazionale scarica di fatto sulla medicina privata, accessibile soltanto a chi può sostenerne i costi”.