Se l’egemonia di Renzi e di Firenze fa a pezzi il Pd pisano

Non è roba da nostalgici, ma in politica comportamenti dei dirigenti e messaggi da trasmettere all’esterno erano una cosa seria. Una grammatica ineludibile per chi volesse rappresentare la classe dirigente. In campagna elettorale, poi, guai a sottolineare distinguo o, peggio, criticare i compagni di viaggio. L’effetto sull’elettorato è comprensibile anche a un bambino: allontana i consensi. E invece, mentre esempi non molto dissimili si avvertono tra i M5S pisani (divisi in due fazioni l’un contro l’altra armata) e nell’ambito del centrodestra fra i diversi partiti (ma qui, appunto si tratta di dissidi tra alleati), il capolavoro della politica sgrammaticata lo compie il Pd con dirigenti che sconfessano altri sui giornali, oltretutto lasciando la sensazione che non si faccia l’interesse dei cittadini pisani.

L’ultimo caso, noto, è il PisaMover, le navette che collegano aeroporto e stazione centrale e che ogni cinque minuti partono dai due capolinea con una fermata intermedia al nuovo grande parcheggio scambiatore da 1.300 posti auto sull’Aurelia, vicino alla Saint Gobain. Un’ordinanza del sindaco, sostenuta dal Pd pisano e da tutta la maggioranza politica in Comune, ha stabilito a partire dal 19 aprile il divieto ai pullman che fanno la spola tra Pisa e Firenze ad accedere alla zona aeroportuale indicando come area per le operazioni di imbarco e sbarco il megapark. E’ una decisione – che ha due mesi di tempo prima di divenire effettiva e quindi appare propedeutica alla possibilità di un accordo anche se altri tentativi finora sono andati a vuoto – che, si ricorda,  risponde a una premessa fondante lo stesso PisaMover. I finanziamenti a fondo perduto, i 21 milioni dell’Ue girati alla Regione, erano ottenibili a condizione che fossero utilizzati per ridurre il trasporto su gomma a favore di quello su rotaia. Insomma, per la sostenibilità economica della navetta realizzata con un projet financing in cui una società privata ha investito circa 50 milioni di euro (in cui come oneri figurano anche corpose opere pubbliche come viabilità, parcheggio e messa in sicurezza idraulica di un’ampia area) a fronte di una gestione di 36 anni, è necessario che sia incrementato l’utilizzo della navetta anche da coloro che dall’aeroporto di Pisa vogliono andare a Firenze. In questo modo si raggiungerebbero i  due milioni di passeggeri annui che consentirebbero l’equilibrio dei conti per il soggetto gestore evitando il rischio che il bilancio debba essere pareggiato coi soldi pubblici.

Le forze politiche pisane che hanno approvato il PisaMover battono su questo tasto ricordando che quel progetto era nato proprio su input dell’Aeroporto Galilei (non ancora fuso con Firenze e allora di proprietà pubblica) che lo proponeva come opera inevitabile per far sì che lo scalo avesse uno standard europeo e che quindi era indispensabile un servizio navetta in grado di portare il viaggiatore dall’aereo al centro città in cinque minuti. Poi però è successo che è cambiata la proprietà dell’aeroporto, che la stessa società privata, cioè Toscana Aeroporti,  gestisca Galilei e Peretola e che ora questa preferisca il servizio svolto dai bus e opponga l’impossibilità di rinunciare a un tornaconto economico derivante dall’incasso per la sosta vicino al terminal delle compagnie dei pullman. Una valutazione che l’ha portata ad annunciare il ricordo al Tar avverso l’ordinanza del sindaco.

Ma sindaco e forze politiche di maggioranza pisane non se la sentono di restare con il cerino in mano della criticità economica del progetto. Anche perché la navetta è una realtà e non è stato indolore il percorso fin qui compiuto: a lungo opposizioni sul piede di guerra, sia perché contrarie tout court a un’opera ritenuta faraonica e inutile, sia per le conseguenze indotte. Ad esempio, per garantire la navetta ed eliminare un altro po’ di trasporto su gomma, non raggiunge più lo scalo la Lam rossa e ciò a molti non va giù, anche se per i residenti la navetta su rotaia dalla stazione all’aeroporto ora costa quanto il bus.

Al di là delle ragioni tra Toscana Aeroporti e Comune di Pisa, che a questo punto saranno vagliate anche dalla magistratura, quel che difficilmente troverà un luogo di confronto per la ricomposizione di una posizione unitaria, sarà lo scontro nel Pd tra il segretario provinciale, il sindaco e il partito pisano. Massimiliano Sonetti dopo l’ordinanza, senza mezzi termini ha dichiarato che il sindaco sbagliava, che l’ordinanza era incomprensibile e che avrebbe danneggiato l’aeroporto. Ricordando forse la grammatica di cui parlavo all’inizio, la repliche del segretario  comunale Giovanni Viale, degli assessori Ylenia Zambito e Andrea Serfogli, delle diverse forze politiche della maggioranza comunale, finora sono state soft (cioè non hanno risposto per le rime a Sonetti), puntando semplicemente a ribadire come il divieto ai bus davanti all’aeroporto fosse espressamente previsto nell’accordo di programma sul PisaMover firmato anche dalla società di gestione del Galilei. 

Il problema però per il Pd pisano è che come caterpillar la guida a trazione renziana dei vertici dem sta travolgendo e facendo a pezzi il peso politico della classe dirigente locale non perfettamente allineata. Per il caso PisaMover è fin troppo semplice unire con un tratto di matita i punti sul foglio per capire la silhouette nascosta: Toscana Aeroporti gestisce anche lo scalo di Firenze; il desiderio da sempre di Matteo Renzi è di vedere a Firenze una pista lunga per il suo aeroporto anche se penalizzasse Pisa; il presidente di Toscana Aeroporti, nominato dai privati, è Marco Carrai, braccio destro di Renzi da sempre; Toscana Aeroporti contesta l’ordinanza; Massimiliano Sonetti si schiera con la società. 

E gli elettori e gli iscritti del Pd pisano? Già sconcertati, e in molti irritati, dalle candidature al Parlamento che sono state imposte dalla segreteria nazionale bocciando l’ex deputato Gelli e sbarrando la strada al sindaco Marco Filippeschi (oltretutto proponendo la poco amata ministra Valeria Fedeli), ora che c’è da andare in giro a chiedere voti non sapranno neanche qual è la posizione da trasmettere sul PisaMover, argomento già prediletto dalle opposizioni per capitalizzare il malcontento e per tentare di conquistare seggi in Parlamento e a giugno la poltrona di sindaco.

Non male. Sì, qualcuno dalle parti del Pd dovrebbe tornare, o andare, a scuola. Di politica. E rileggere la grammatica.