Se un’azienda decotta aumenta il personale del 12%

L’Aamps di Livorno – azienda di proprietà del Comune e che raccoglie i rifiuti – ha assunto 33 persone nei giorni in cui rivelava di avere una perdita di esercizio pari a 20 milioni. In pratica una società decotta ha aumentato di circa il 12% il personale. Lo ha fatto con l’accordo di tutti: sindacati, partiti di maggioranza e di opposizione, giornalisti e i maître a penser locali. Sembrava d’essere tornati a Napoli negli anni 70, all’epoca dei Disoccupati Organizzati che “imponevano” periodiche infornate nel settore pubblico d’intesa con i capibastone del clientelismo partenopeo.

Anche su questo indaga la magistratura. L’inchiesta della procura  è però una variabile più o meno indipendente dello scenario sociale livornese. Il segno di una patologia, non la malattia.

L’episodio dei 33 neoassunti certifica un sistema che ha plasmato nei decenni la società civile  in questa parte della Toscana. E’ una sconfitta globale della politica. Immaginate l’imbarazzo di Renzi (sì, so bene che è un ossimoro) di fronte all’amico Marchionne nel raccontargli l’accaduto. Anche i grillini – che sull’operazione hanno messo la firma – non dovrebbero trovarsi in uno stato d’animo migliore. Eppure, la spinta alla stabilizzazione dei 33 precari era così potente che neppure una forza fuori dagli schemi quale 5Stelle, è riuscita a respingere.

Mi ostino a pensare che qui stia il nodo che blocca la rinascita della terza città toscana.