Senza variante, niente centralina sulla Lima

Ce la farà il sindaco di Bagni di Lucca, Massimo Betti, a proseguire sulla strada che porta al no al progetto di realizzazione dell’ennesima centralina per la produzione di energia elettrica nei piccoli corsi d’acqua della Valle della Lima? E’ l’interrogativo che si pone dopo che la conferenza dei servizi in Regione ha vincolato il via libera al permesso per la diga ad una specifica variante urbanistica, che ritiene necessaria perché lo sbarramento possa essere costruito in località Cevoli di Fabbriche di Casabasciana, sul torrente Lima. Una zona diventata meta di turismo e sport fluviali per la bellezza di un’ambiente incontaminato e per le acque del torrente, tra le più adatte nell’Italia centrale per la pratica del rafting, della canoa, del kayak e della pesca sportiva. Tra l’altro, poco sopra il punto in cui dovrebbe sorgere la centralina, è stato approntato un Canyon Park frequentatissimo e di suggestiva bellezza.

 Sessanta giorni di tempo.

L’azione del sindaco però non sarà semplicissima. Entro i 60 giorni di tempo concessi dalla conferenza prima che ci sia la riunione per il parere definitivo, il sindaco dovrà avviare il procedimento per l’adozione e l’approvazione della variante, oppure negarla. In questo caso la diga non si potrebbe fare, ma con ogni probabilità si scatenerebbe la reazione della società proponente, la Green Factory di Genova, che potrebbe portare a ricorsi e anche ad azioni legali con richiesta di risarcimento danni. La società infatti è certa di avere acquisito tutti i diritti in base ai pareri favorevoli rilasciati in passato dai tecnici del Comune e della Provincia, tanto da aver già pagato la somma per lo sfruttamento delle acque.

 I diversi pareri sul progetto.

Ma è proprio su questo punto che si batte il fronte delle amministrazioni (oltre che degli ambientalisti e degli imprenditori del turismo e del commercio) contrarie al progetto. Secondo quanto affermato dal consigliere regionale Stefano Baccelli, che ha presentato e fatto votare in consiglio regionale una mozione in cui si dice no alla diga, ci sono difformità tra il progetto iniziale e quello arrivato alla conferenza dei servizi.  E’ questo il punto che il Comune – con il sostegno della Provincia, che metterà a disposizione anche i suoi esperti legali, come assicura il presidente Luca Menesini – metterà con ogni probabilità al centro della sua opposizione al progetto.

 Il sindaco sulle spine.

Alla vigilia delle elezioni comunali della primavera 2017, il sindaco Massimo Betti, che si ricandida, avrebbe difficoltà a fare marcia indietro e a concedere la variante che darebbe il via libera alla diga, dopo essersi eretto a paladino del fronte del no con la sua amministrazione. Ma la prospettiva di azioni legali, con prevedibile richiesta di risarcimento danni, non gli fa certo dormire sonni tranquilli. In suo sostegno arriva intanto il comitato di difesa della Lima, che rileva il silenzio dei parlamentari della zona ai quali aveva rivolto un appello perché dicessero da  quale parte stavano.  Un silenzio significativo per il comitato.

 L’appoggio del comitato.

“Troppo presto per cantare vittoria, ma finalmente – afferma intanto il comitato – la vicenda della centrale sul Lima sembra imboccare una strada giusta, o quantomeno chiara, dunque, in sede di  Conferenza dei servizi é stato appurato che spetterà al Comune di Bagni di Lucca l’ultima parola in merito, ovvero se concedere o meno la variante Urbanistica che ne permetterebbe la realizzazione. In considerazione di ciò, della tenacia con cui sindaco e giunta hanno portato avanti la loro  contrarietà all’opera e dell’appoggio esterno del maggiore partito di opposizione, ci sembra di poter ragionevolmente ambire ad uno stop definitivo.

“La difformità tra il progetto presentato in sede di Via alla Provincia e quello definitivo portato in conferenza dei servizi alla Regione forniscono infatti in modo inoppugnabile i presupposti per chiedere un annullamento del procedimento, o in subordine un suo azzeramento. Le norme vigenti, finalmente più restrittive ed idonee a salvaguardare l’ambiente e la risorsa idrica, ne impedirebbero  una nuova presentazione. Questi in sintesi i motivi per nutrire un  fondato ottimismo e ridare speranze alle numerose attività turistiche-sportive che gravitano intorno al torrente e che sarebbero state irrimediabilmente compromesse dalla realizzazione dell’opera. Ora seguiremo con rinnovata fiducia e massima attenzione i passaggi definitivi che restano da fare per completare l’iter”.

 

 

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