Sicurezza, a Pisa non è cambiato niente

Brevi riflessioni sul problema della sicurezza.

 

1.Pisa. La Lega ha vinto cavalcando i temi dei migranti e della sicurezza. Qualcosa sta cambiando dal 24 giugno, da quando hanno conquistato il Comune? Non sembra. Basta sfogliare le cronache del Tirreno non dei mesi estivi,ma degli ultimi giorni. Qualche titolo. “Treni sempre più a rischio nel Pisano”.  “E’ tornato a colpire lo scippatore in bicicletta”. “Minacciato col coltello e rapinato del suo cellulare a tredici anni”. E si potrebbe continuare con il bollettino quotidiano di furti e violenze.

2.Non bastano gli annunci e i pugni sul tavolo. E neppure i Daspo. Che a Pisa aveva adottato anche l’ex sindaco Marco Filippeschi (senza effetti concreti). Se le forze dell’ordine non sono in numero adeguato. Se i vigili di sera non lavorano per contratto. Il sindaco di Castelfiorentino, autore di una petizione sulla sicurezza, ha chiesto un vigile ogni mille abitanti.

Ma i Comuni non possono assumere. E lo Stato non manda carabinieri e polizia, come denuncia l’ex sottosegretario fiorentino Gabriele Toccafondi.

  1. Controlli e repressione. Ma anche integrazione. Una parola uscita di scena nel vocabolario del nuovo governo. E tuttavia poco praticata anche dalla sinistra. Prendiamo l’ormai famoso quartiere di Pisa, il Cep, dove il rosso è diventato verde. Lì, quando sono andato per realizzare un reportage prima delle elezioni, l’aspetto che più mi colpì è stato il grande pratone verde e deserto: né panchine, né giochi, né attività sociali e ludiche. Zero. Grandi palazzoni con immigrati di tutte le etnie ma mondi separati. Quando altrove gli spazi verdi sono spesso luoghi di commistione e integrazione.

4.Infine la politica. Se il Pd finora è stato il partito della Ztl , secondo una felice battuta di Antonio Mazzeo, è forse giunto il momento  che inverta le priorità. Che rimetta al centro le periferie. Quelle che a Pisa hanno fatto perdere il Pd. Un dato. A Firenze, quartiere Le Piagge, 9 mila abitanti, negli ultimi anni si sono laureati solo 10 giovani, dopo le medie superiori l’85% degli studenti abbandona la scuola e la disoccupazione è al 35 (al 58 per i giovani). Questi dati li ha forniti don Santoro in un incontro organizzato dal comune di Cecina, venerdì scorso.