Slow art, un sabato al museo

Non c’è solo il cibo da degustare lentamente, anche l’arte può essere fruita in versione slow, osservando le opere con più attenzione e profondità, gustandole senza fretta. Quella che si celebra sabato 9 è proprio la Giornata internazionale della “Slow art” : 160 musei di tutto il mondo invitano il pubblico a “rallentare” nella visita delle sale soffermandosi più a lungo davanti a tele o sculture.

In questa occasione sono molte le proposte,  tra cui, in Italia, il progetto universitario “La vita delle opere” che avrà per teatro sette musei, di cui tre toscani. A concepire e realizzare l’iniziativa sono  tre storiche dell’arte: Antonella Gioli dell’università di Pisa, Maria Beatrice Failla dell’ateneo di Torino e Chiara Piva di Ca’ Foscari. Le docenti e i loro studenti racconteranno ai visitatori il percorso compiuto da un’opera prima di approdare a un  museo e cioè come e dove è nata, quali restauratori l’hanno aggiustata o magari modificata nel corso dei secoli,  quale collezionista l’ha acquistata  e a chi l’ha poi rivenduta e se mercanti, ladri o ricettatori se la sono trovata tra le mani. Verrà ricostruita insomma “la vita” del capolavoro, tra fortune e sfortune, spostamenti  ed esposizioni. Saremo in questo modo guidati nell’esplorazione di vicende in cui si mescolano arte e devozione, cultura e politica, in un intreccio tra storia dei manufatti artistici e storia delle persone e dei luoghi.

 

In Toscana il gruppo di ricerca dell’università di Pisa sabato guiderà i visitatori  alla scoperta degli affascinanti segreti di opere conservate al Museo diocesano di Massa (in via Alberica), al San Matteo di Pisa e alla Certosa di Calci.

Si comincia con Massa alle 10,45 dove a finire sotto i riflettori sarà la “Madonna addolorata”.  A incuriosire è anche il titolo scelto per il racconto relativo alla vita della statua, sotto forma di un’enigmatica domanda: “E’ una bambola, una Colombina, o una marionetta di regina?”

 

Alle 11 è di scena il San Matteo di Pisa dove si ricostruiranno le vicende della “Croce processionale” attribuita a Giunta di Capitino. Anche in questo caso il titolo della storia è piuttosto intrigante: “Una croce medievale, un profumiere ebreo, una vendita segreta”.

Nel pomeriggio alle 16 ci si sposta poco lontano, alla Certosa di Calci dove protagonista dell’indagine sarà il Chiostro dei padri. E qui il tema è più chiaro, anche se non per  questo meno invitante: “Il chiostro abitato. Un percorso attraverso il tempo”. I monaci di sicuro hanno abitato e tenuto vivo quello spazio, ma forse non solo loro.

Insomma, siamo davanti a un esperimento molto interessante che tenta di presentare l’arte da una prospettiva meno accademica e più vivace, collocando le opere in una dimensione più concreta e dinamica, in una sorta di ideale dialogo con lo spettatore.

 

Lento però non vuol dire statico, precisa Antonella Gioli, e così “le attività comprendono il live tweeting dello Slow art day nel corso del quale organizzatori e visitatori condivideranno le loro impressioni e i momenti più sorprendenti della giornata”, che si potranno seguire su Twitter sotto gli hashtag #SLOWARTDAY2016#VITAOPERE.