Smog alle stelle nel centro di Lucca

Più del doppio del limite di legge il dato della concentrazione di polveri sottili rilevato dalla centralina Arpat in via Elisa, nel cuore del centro storico di Lucca: 106 microgrammi per metro cubo nel giorno di sabato 23 gennaio. Quinto giorno consecutivo di sforamento, come per i dati della centralina di S. Concordio, appena fuori città, dove il PM10 è arrivato a sengare la punta di 94. E gli sforamenti continuano anche nella Valle del Serchio, come indica la centralina di Fornoli (tra Borgo a Mozzano e Bagni di Lucca). L’alta pressione e l’assenza di ventilazione faranno registrare a lungo queste concentrazioni di smog, stando alle previsioni meteo.

Torna quindi urgente e pressante la domanda: i Comuni della Piana, maglia nera della Toscana per l’inquinamento dell’aria, faranno qualcosa di concreto e immediato o si limiteranno ai soliti impegni verbali di dar corso alle indicazioni del Pac, il piano attativo di coordinamento, elaborato dall’Istituto S. Anna di Pisa?

Ora che tutti hanno capito che assi viari, raddoppio della ferrovia, nuovo ponte del Serchio – ammesso che mai si facciano – hanno tempi biblici, si continuerà a cercare di far cessare la preoccupazione per la salute pubblica, più che motivata, solo con qualche ordinanza puntalmente disattesa, in assenza di controlli?

Suvvia, possono fare di più gli amministratori della Piana, insistendo sulla strada virtuosa che li ha portati almeno a stanziare 150.000  euro per i contributi a chi vuol cambiare il vecchio camino con quelli di moderna generazione. Intanto possono approntare subito il bando che stabilirà i requisiti per avere diritto al contributo, pressando al tempo stesso la Regione perché integri consistentemente il fondo, altrimenti in grado di soddisfare poche decine di domande.

Poi possono muoversi per riattivare controlli sistematici sulle strade per le emissioni dei mezzi di trasporto, chiedere più capillari controlli sulle emissioni delle fabbriche, disporre rigide verifiche per il rispetto dei limiti di temperatura negli uffici e nelle strutture pubbliche, potenziare la rete di piste ciclabili, organizzare un servizio di car pooling, rendere più accessibile lo smaltimento degli sfalci, ma al tempo stesso fare controlli sugli “abbruciamenti” che si vedono ogni giorno sulle colline, nonostante il divieto di accendere fuochi fino alla fine di marzo.

E potrebbero almeno tentare, i Comuni, non solo di sventare ulteriori tagli, ma di ottenere un potenziamento del trasporto pubblico.