Smog, Lucca striglia Rossi

Non ci sono soltanto le vicende romane del Pd a turbare il presidente della Regione, Enrico Rossi. Un implicito attacco gli arriva anche da un amministratore del suo partito, il presidente della Provincia di Lucca e sindaco di Capannori, Luca Menesini. La materia del contendere è ancora una volta lo smog, quella cappa di polveri sottili tanto dense che in certi giorni si potrebbero tagliare a fette e che fanno della Piana di Lucca la maglia nera della Toscana in fatto di inquinamento atmosferico. Stanchi di essere bacchettati per questo triste e allarmante primato, che ha una fortissima incidenza sulle malattie dell’apparato respiratorio, e non solo, i lucchesi chiedono a Rossi che cosa aspetti la Regione a individuare strategie e a finanziare interventi per combattere lo smog, invece di limitarsi a dare odiose pagelle. E, con Lucca, la stessa istanza potrebbe arrivare anche da Pistoia, Firenze e tutte le altre province che non risentono dei provvidenziali effetti dei venti della costa tirrenica. In quelle aree i picchi di inquinamento sono assai simili a quelli della Lucchesia.

La Provincia rivuole la delega all’ambiente

Finita la pazienza, metabolizzato il silenzio seguito a due precedenti appelli degli anni passati, incalzato anche dal sindaco di Montecarlo, Vittorio Fantozzi, che parla senza mezzi termini di fallimento delle politiche attuate dai Comuni della Piana, che non hanno ottenuto risultato alcuno con ordinanze che nessuno rispetta anche per carenza di controlli, Menesini ha preso di nuovo carta e penna. Chiede intanto alla Regione stanziamenti per incentivare il passaggio dai camini al metano per il riscaldamento delle case e fondi per potenziare il trasporto pubblico urbano.  E aggiunge che, se Firenze non sa, non può, o non vuole far niente, l’unica scelta possibile è quella di far tornare alle Province (come accade in altre regioni) la delega per l’ambiente. L’accentramento a Firenze, in effetti, è motivo di continui intoppi, come dimostrano anche i tortuosi percorsi relativi alle concessioni per le centraline sui corsi d’acqua che, osteggiati in Lucchesia, trovano spesso diversa accoglienza negli uffici regionali.

Menesini scrive al governatore

«Non abbiamo ricevuto risposta – scrive ora Menesini a Rossi  -. Questo nonostante tutti i Comuni della Piana si fossero uniti, anche al di là delle varie appartenenze politiche, per mettere in campo le stesse misure di contrasto alle Pm10 con le disponibilità dei singoli bilanci comunali. Il territorio, nel dettaglio i vari Comuni della Piana di Lucca, sta provando a stanziare una cifra interessante da utilizzare per mettere a sistema e per rendere strutturali quelle azioni anti-Pm10. Tutte azioni che purtroppo mancano di un supporto economico tale da poterle mettere a regime.

Firenze non risponde

“Firenze, però, continua a non rispondere. Quindi sarebbe bene, almeno oggi nel 2017, che esiste la consapevolezza per evitare di ripetere gli errori del passato, avviare subito misure di contrasto alle polveri sottili. Ci vuole impegno, ci vuole pazienza perché gli effetti non sono immediati, ci vogliono soldi perché sia un’operazione, culturale e concreta, che coinvolga enti pubblici, famiglie e aziende. Per fare questo, i Comuni non possono essere lasciati soli. C’è bisogno di un ente superiore che supporta. Ad oggi l’ente sovracomunale competente in materia ambientale è la Regione. E come ben sappiamo, la Toscana è la Regione che ha interpretato nel modo più accentratore la Delrio, e quindi ha tolto alle Province toscane anche competenze che nel resto d’Italia invece sono rimaste più vicine al territorio.

Interventi urgenti

“Nella Piana di Lucca abbiamo urgente bisogno di fare di più contro lo smog. Pertanto chiedo al presidente Rossi di restituire, così com’è nella maggioranza delle Regioni d’Italia, la delega dell’ambiente alla Provincia di Lucca. Lo chiedo come sindaco di un Comune coinvolto, ovvero Capannori. E lo chiedo come presidente della Provincia di Lucca pronto a cogliere questa nuova sfida ambientale, fondamentale per tutelare il diritto alla salute. L’ho già detto nei mesi scorsi, e dopo i rilevamenti dell’inquinamento atmosferico rilevato pubblicati da Legambiente, non posso accettare che ancora non ci siamo trovati a un tavolo regionale per lavorare a un piano concreto e da rendere operativo in tempi celeri. Il nostro comprensorio ne ha urgentemente bisogno. Quella della qualità dell’aria è una partita ambientale complessa e di lunga durata. Abbiamo bisogno di lavorarci velocemente e con risorse appropriate».

Le ricadute sulla campagna elettorale

La questione piomba tra l’altro in una campagna elettorale per il rinnovo del consiglio comunale in cui il tema di “Lucca abbandonata e fagocitata da Firenze” è uno dei cavalli di battaglia delle forze che si oppongono al centrosinistra, le quali non perdono occasione per ricordare le carenze della Regione in merito a temi fondamentali per lo sviluppo e la qualità della vita a Lucca: su tutti l’assistenza sanitaria pubblica, la promozione turistica, il potenziamento della rete ferroviaria e stradale.

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