Solitudine e sfiducia. Una famiglia vista dall’interno. Il racconto di un parroco.

Una volta nelle case entravano solo i militanti del Pci con l’Unità e i preti per la benedizione delle case. Ora solo i preti. Ho chiesto ad un parroco del Pistoiese di raccontare dal di dentro una famiglia toscana. Ecco il suo racconto. (m.l.)

Intanto oggi non é facile trovare le case aperte. Salvo  le famiglie da sempre presenti qua che chiedono la benedizione e se non le trovi ti richiamano le altre che sono venute qui da poco ed in particolare le famiglie dei giovani non hanno per lo più interesse ad incontrarci. Si evidenzia anche un fatto che le persone rientrano in casa molto tardi e dunque le case sono dormitori e basta.Magari se devono battezzare un figlio si fanno avanti ma é chiaro che il dato religioso é occasionale. Si evidenzia comunque quel fenomeno descritto dai sociologi religiosi che siamo di fronte ad un mondo giovanile indifferente o agnostico o ateo. La situazione in generale l’ho trovata meno depressa dal punto di vista lavorativo in particolare il mondo giovanile é meno disoccupato  anche se diversi giovani sono andati all’estero ( Londra o Australia in primis). Ma la cosa che quest’anno mi ha più colpito é cogliere la diffusa fragilità delle persone di fronte alle situazioni della vita: malattie, divisioni familiari, incomprensioni, che mettono in evidenza la grande solitudine che c’é e il senso di abbandono e di sfiducia. Fra l’altro pur avendo noi un centro di ascolto caritas non siamo sempre in grado di intercettare queste persone e a volte i loro drammi e le loro difficoltà rimangono nascosti. Poi il fatto che siamo in una parrocchia di quasi settemila persone in un territorio con grande nomadismo rende più difficile la situazione e cresce l’anonimato che a volte diventa uno stile di vita. Per quanto riguarda le presenze degli stranieri pur essendoci qui da molto tempo i  magrebini musulmani sono una cosa ancora a parte ;mentre gli albanesi anche se sono un po’ chiusi partecipando, essendo cattolici alla vita parrocchiale si integrano di più. Di recente sono venuti molto pakistani che come stile di vita sono più corretti dei magrebini anche se fanno razza a parte mentre da noi sono pochi i cinesi. Per concludere credo che abbia ancora senso avere questa occasione per incontrare le persone perchè é l’unico modo che abbiamo per leggere meglio la situazione della gente e i loro bisogni, senza ovviamente pensare che ciò risolva il problema del distacco sempre più evidente della ricerca di coinvolgimento nella vita parrocchiale. Ma incontrarci anche se brevemente, essendo così rare le occasioni, é sempre positivo.