Sotto attacco delle centraline il paradiso della Lima

Ce la farà a evitare l’ennesima cementificazione dei fiumi e torrenti della Valle del Serchio e della Garfagnana la mozione votata dal consiglio comunale di Bagni di Lucca, che dice no al progetto di costruzione di una nuova centralina sulla Lima, nella zona di Fabbriche di Casabasciana, lungo la statale 12 che porta all’Abetone? E’ l’interrogativo che ancora non lascia tranquilli la popolazione locale, le tante aziende del turismo fluviale e ambientale, le attività ricettive, della ristorazione, i negozi, i pescatori, gli appassionati di canoa, kayak e rafting che arrivano da tutta Italia e dell’estero.  (Qui sotto un filmato sulle discese in gommone lungo la Lima).

Discese in gommone lungo la Lima

Ora il rischio è che i burocrati della Regione Toscana concedano comunque i permessi richiesti per realizzare l’impianto a turbare i sonni di questi soggetti. E, con loro, dei convinti assertori della necessità di tutelare i valori veri e ammirati nel mondo della Toscana non ancora mercificata, dell’Altra Toscana autentica e genuina, convinta che sia proprio la tutela dei suoi tesori – ambiente, paesaggio, storia e tradizioni – a poter garantire presenze e risorse per le attività e l’economia locale.

Dal 24 marzo, in concomitanza con la riapertura di uno dei Canyon Park più belli d’Europa e con il boom di presenze portate dalla Pasqua, nella Valle del Serchio sono pieni gli agriturismi e le tante strutture ricettive che ospitano gli appassionati del turismo a chilometri zero, low cost e nel verde. Un turismo che nel giro di un pugno di chilometri quadrati trova attrazioni di ogni genere, ambiente a parte: a Bagni di Lucca e dintorni si può fare rafting, canoa e kayak sulla Lima; divertirsi in due parchi avventura; fare parapendio, trekking ed equitazione. Un paradiso, insomma, reso ancora più apprezzato dalla cucina che punta sull’eccellenza dei prodotti tipici della zona.

Escursioni nel Canyon Park

Bene, questo sistema, che nel 2015 ha portato, considerando solo le attività fluviali, oltre 15.000 presenze non è ancora del tutto fuori dal rischio di veder modificare pesantemente il corso della Lima, in un comprensorio dove già sono state costruite in pochi anni oltre 50 centraline per la produzione di energia elettrica. In molti casi un vero e proprio business per investitori privati che puntano sui contributi europei. Più rari infatti gli impianti utilizzati da aziende che hanno necessità di energia elettrica a buon prezzo.

Il no decretato alla centralina dal consiglio comunale di Bagni di Lucca potrebbe infatti non essere sufficiente ad evitare che la conferenza dei servizi che fa capo alla Regione Toscana (dopo la soppressione delle Province) decida comunque di dare il suo assenso al progetto.

“Di fronte ad un pronunciamento così netto del Comune su cui l’impianto dovrebbe sorgere e del suo territorio – dice Liano Picchi, ambientalista già noto per aver condotto nella Piana di Lucca la battaglia contro la “subsidenza”, il fenomeno che apre crateri nel terreno privato d’acqua dagli emungimenti delle industrie e dell’agricoltura – mi pare che un sì degli organi tecnici della Regione sarebbe davvero un azzardo. In ogni caso vigileremo. Nel frattempo ci sono contatti perché proprio questo tratto della Lima diventi il campo slalom per gli allenamenti della Nazionale di kayak”.

Pesca alla trota sulla Lima

Picchi, che sostiene il comitato “Salviamo la Lima”, la cui azione è valsa a portare al voto del consiglio amministratori e forze politiche apparsi inizialmente sorpresi e titubanti, conta anche sul sostegno della posizione degli ambientalisti e degli operatori del turismo da parte del presidente di quello che resta della Provincia, Luca Menesini, e dei referenti della Lucchesia in consiglio regionale, l’assessore Marco Remaschi e il consigliere Stefano Baccelli.

“Il problema è tuttavia più generale – conclude Picchi – il caso del progetto a Fabbriche di Casabasciana è solo l’ultimo anello di una serie di interventi che hanno cosparso di cemento i corsi d’acqua della Valle, che ora restano a secco per lunghi periodi e nei quali le ruspe hanno spesso compiuto veri e propri scempi”.

Le amministrazioni e i politici non se ne sono accorti, ma l’attacco al territorio è stato davvero pesante. Lasceranno che continui?