Spalti verdi delle Mura distrutti da stand e palchi, scatta l’Sos

Ci volevano gli interventi di un ex sindaco, Pietro Fazzi, di un consigliere regionale che non ha mai nascosto l’intenzione di candidarsi a sindaco, Stefano Baccelli, e di un ex assessore all’urbanistica, Mauro Di Grazia, per scuotere l’amministrazione comunale dal sonno profondo con cui, da anni, si evita di affrontare un problema spinoso, ma non secondario per la percezione complessiva dell’immagine della città: la condizione degli spalti verdi tra la cinta muraria e la circonvallazione che ormai per gran parte dell’anno, diventano uno sterrato inguardabile dopo che, con due mesi di lentissimi lavori, sono stati liberati dalle strutture degli stand di Lucca Games. Una situazione di degrado – oltretutto molto costosa per le opere di montaggio e montaggio –  che invano era stata segnalata anche da Italia Nostra.

 Ora a incalzare l’amministrazione comunale arrivano gli autorevoli interventi di Fazzi, Baccelli e Di Grazia, mentre si attende di vedere quale sarà la valutazione della nuova Soprintendente, Angela Acordon, in merito al tema proposto da chi ricorda che, per legge, gli spalti verdi sono inscindibili, parte integrante, con il paramento, i baluardi, le cannoniere e la passeggiata delle Mura urbane. Proprio per questo motivo erano stati negli anni Ottanta liberati gradualmente da tutte le strutture non confacenti, come l’area Luna Park fuori porta San Jacopo, spostata proprio per saggia decisione del padre di Baccelli, Piero, allora sindaco di Lucca. E più tardi era stato rimosso anche il campo di calcio “Ex Balilla”, lungo viale Carducci, dove ora si tengono i megaconcerti del Summer e la rassegna Lucca Games, fondamentale nella mostra mercato “Lucca  Comics”.

 Alla Soprintendenza da più parti è stato in passato ricordato anche il progetto in base al quale il fossato doveva essere allontanato dalla base del paramento murario, dove lo scorrere dell’acqua faceva danni, e spostato al centro degli spalti, come in origine. Operazione portata a termine lungo tutto l’anello, tranne che nel tratto tra le Mura e viale Carducci, dove l’operazione si è fermata anche perché il fossato in mezzo al prato avrebbe creato problemi logistici enormi per montare palchi e tensostrutture.

 Dopo le vane segnalazioni di Italia Nostra e di tanti cittadini – offesi dalle condizioni in cui è lasciato per buona parte dell’anno un tratto di spalti che, proprio all’ingresso della città per chi arriva dall’autostrada, dovrebbe avere un meraviglioso impatto e rappresentare un eccezionale biglietto da visita – c’è da vedere quali frutti partorirà il dibattito che Fazzi, Baccelli e Di Grazia hanno aperto. Nei loro interventi, oltre a censurare la situazione attuale, ci sono proposte per spostare almeno Lucca Games in aree alternative e per provvedere a tutele anche nel caso si lasciasse, per pochi giorni (che diventano però settimane per le operazioni di montaggio e smontaggio), il palco e le tribune per i concerti del Summer Festival. Le alternative indicate sono l’area accanto al Palasport, sotto l’argine del fiume Serchio, già destinata ad accogliere il Luna Park; l’area occupata da quello che resta del mercato all’ingrosso dell’ortofrutta, nella zona dei Macelli, a meno di cento metri dalle Mura; l’area del polo fiere realizzato nel capannone della ex Bertolli, lungo l’autostrada; il pezzo di spalti di proprietà dei vivai Testi e di altri privati, lungo la circonvallazione di viale Del Prete.  Soluzioni non nuove, avversatissime dagli organizzatori di Summer e Comics, che ritengono fondamentale l’appeal della sistemazione attuale nel prato sotto le Mura di viale Carducci. Una posizione logica e legittima, che però non tiene conto dei vincoli e della vocazione degli spalti e dei lunghi mesi in cui l’immagine del monumento è devastata dallo sterrato e dalla presenza di grandi mezzi in perenne movimento, con problemi non da poco anche per la circolazione.

 Per l’area dei vivai Testi c’è poi il problema della proprietà, che è di almeno tre soggetti diversi. Già dai tempi dell’amministrazione di Mauro Favilla, intorno al 2010, era stata ventilata l’ipotesi di avviare una trattativa per l’acquisto dei terreni da parte del Comune. Ipotesi ripresa dalla successiva prima amministrazione di Alessandro Tambellini e ribadita anche all’inizio del suo secondo mandato. Il problema più rilevante era il costo dell’operazione. Nel mandato Favilla era stato ipotizzato un prezzo molto alto, considerato non congruo da Tambellini che, oltre a valutare la possibilità di un esproprio (molto complicato a termini di legge) aveva parlato di una perizia per stabilire l’effettivo valore dell’area. L’esito della perizia, se c’è stata, non  è conosciuto. E della possibilità di utilizzo dell’area Testi non si è più parlato. Anche perché da più parti si è osservato che mettere lì palchi e padiglioni, coprendo il prato con altri materiali in modo permanente, poteva tutto al più rappresentare lo spostamento del problema, ma certo non una soluzione idonea a tutelare il verde degli spalti e la sua inscindibilità con il monumento delle Mura.

 Ora la questione torna però all’attenzione dell’opinione pubblica e dopo gli interventi di Fazzi, Baccelli e Di Grazia, anche gli amministratori comunali cominciano ad ammettere che lo stato degli spalti lungo viale Carducci non può rimanere quello che si è visto dalla primavera scorsa ad oggi. E si rendono conto che spendere ogni anno centinaia di migliaia di euro per montaggio, smontaggio e semina del nuovo manto erboso è ritenuto da molti, a dir poco, un incomprensibile spreco. Senza considerare i disagi per la viabilità sulla circonvallazione, sempre intasata. Per ora, anche in attesa che si pronunci la nuova soprintendente, si sente parlare soltanto di tutelare il manto erboso coprendolo di assi di legno o provvedendo alla stesura di rotoli di erba pronti non appena rimossi palchi e stand. C’è altro?