Stipati per ore al pronto soccorso

Ma gli amministratori che fanno parte della conferenza dei sindaci Asl considerano normale che al pronto soccorso del nuovo ospedale San Luca si debbano aspettare ore e a volte giornate in attesa prima del controllo dei medici? E che questo avvenga in una stanza angusta e priva di finestre, in un clima insopportabile in particolare con il caldo?

E’ la domanda che si fanno gli utenti nel constatare come nei commenti e negli interventi dei sindaci, responsabili della salute pubblica, sia difficile trovare anche un’ombra di critica alla riorganizzazione della sanità toscana per “aree vaste” e al funzionamento del  nuovo ospedale San Luca.

I problemi emersi al pronto soccorso, con la minaccia di sciopero di medici e infermieri per la carenza di organici (tra l’altro manca ancora il primario), si sono accentuati,  ma nessuno sembra intenzionato a far cessare i disagi della gente che non trova più sostegno nemmeno nel Tribunale dei diritti del malato.  Accanto alla carenze di organico, che l’Asl cerca di risolvere con proposte di riorganizzazione che lasciano perplessi gli operatori , fino dalla apertura era apparso evidente che lo spazio lasciato per l’attesa era assolutamente inadatto. Ma l’potesi di un ampliamento non ha portato risultati. Così come quella di interventi per evitare la promiscuità attuale.

Con l’arrivo del caldo  il problema è esploso e il personale, sotto stress per il superlavoro e le condizioni in cui opera,  è in grande difficoltà a far fronte alle proteste di un’utenza che ha spesso reazioni pesanti.  Nel vecchio Campo di Marte la situazione era migliore, e non soltanto per il pronto soccorso. Una constatazione che fa l’utenza ed è condivisa dall’unica voce che fa riserve sull’organizzazione del San Luca, l’Ordine provinciale dei Medici. E’ soltanto dall’Ordine che arriva la richiesta di prendere atto dei problemi e di risolverli, non solo per il pronto soccorso: l’organismo dei medici che operano sul territorio chiede anche che si torni ai reparti e che si abbandoni la filosofia dell’assistenza basata sull’intensità di cura, presa come il “verbo”  -dicono – a Lucca, ma non da altre parti, dove si continua con i criteri tradizionali.

Qualche anno fa, il caso avrebbe scatenato la reazione di sindacati, forze politiche, amministratori,  associazioni. Già: qualche anno fa.