Stop alle caldaie a biomasse, parte davvero la lotta allo smog

Dalle ordinanze palliativo per le targhe alterne e per il divieto di accendere fuochi nelle campagne – inefficaci anche perché sostanzialmente prive di controlli e sanzioni – a interventi concreti contro lo smog. Si nota una inversione di tendenza nel piano che finalmente la Regione ha approvato, recependo anche un emendamento proposto dal consigliere Stefano Baccelli (Pd), presidente della commissione ambiente, che propone incentivi per la rottamazione degli impianti di riscaldamento a biomasse. Ora quel sistema è giudicato, sulla scorta degli studi dell’Arpat e degli esperti, altamente inquinante per la gran produzione di polveri sottili (Pm10), cancerogene e concentrate nelle zone pianeggianti e scarsamente battute dai venti, come la Piana di Lucca, la Valdinievole e l’area Pistoia-Prato-Firenze, oltre al Valdarno pisano.
Zone talmente inquinate dallo smog da portare la Commissione europea a deferire l’Italia (altri territori sono inquinati, ma le zone della Toscana preoccupano davvero) alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea.
Necessario correre quindi ai ripari e passare da ordinanze che finora hanno avuto lo stesso effetto delle “grida” manzoniane a provvedimenti veri ed efficaci. Il piano della Regione porta quindi a vietare l’utilizzo di caldaie a biomasse nelle zone sotto i 200 metri di altezza, dove i fumi si disperdono meno. Nei territori sopra quel livello si potranno utilizzare, ma dovranno essere stufe di ultima generazione, acquistabili grazie anche agli incentivi che la Regione stanzierà per favorire la rottamazione.
Nemmeno questo piano potrà però avere i risultati sperati se non si faranno seguire controlli e sanzioni. Non si hanno notizie, ad esempio, di multe inflitte alle centinaia di persone che, tra novembre e marzo, quando è in essere il divieto di “abbruciamento”, danno fuoco agli sfalci del verde (in particolare rami e fronde di ulivi), accendendo falò che tra Lucca e Firenze, lungo l’autostrada, danno l’idea di guardare un film western, con gli indiani che comunicano attraverso segnali di fumo. Risultati migliori si potrebbero avere, come hanno fatto alcuni Comuni della Valdinievole, rendendo gratuito il servizio di ritiro degli sfalci del verde da parte delle aziende che curano la raccolta dei rifiuti. Quasi tutte oggi fanno pagare cifre consistenti per il servizio a richiesta.
Da vedere poi come saranno utilizzati i sei milioni di euro per altre iniziative che dovrebbero portare a migliorare la qualità dell’aria. Sul tappeto associazioni e forze ambientaliste mettono da anni proposte che, finora, erano state snobbate da enti locali e Regione. Con le norme che impongono lo stop all’utilizzo delle caldaie alimentate a biomasse sembra che alla fine l’atteggiamento stia cambiando. Con i sei milioni per “altre iniziative” la Regione potrebbe ora attentamente valutare altri interventi auspicati dagli ambientalisti. Vediamoli.
1) Accordo tra Comuni, ministero e Polstrada per controlli mirati e costanti al fine di togliere dalle strade i veicoli diesel più inquinanti.
2) Coinvolgimento delle società del gas in una politica che incentivi e sostenga le famiglie che intendono passare dal riscaldamento a legna del caminetto a quello a metano, invece di chiedere cifre insostenibili per mettere la tubatura necessaria per gli allacciamenti.
3) Sistematico controllo del rispetto dei limiti di temperatura negli uffici pubblici.
4) Maggior numero di verifiche attente sul reale impatto delle centraline a biomasse sul territorio.
5) Accelerazione nei lavori per potenziare la rete ferroviaria, come la realizzazione del secondo binario tra Lucca e Pistoia, e agevolazione del ricorso alla rotaia per il trasporto del prodotto delle aziende
6) Imposizione alle Asl perché certifichino, con una seria indagine epidemiologica, l’incidenza delle polveri sottili nelle malattie dell’apparato respiratorio e cardiovascolare e indichino tutti i possibili provvedimenti per una campagna di prevenzione
7) Potenziamento del personale dell’Arpat per incrementare i controlli sulle emissioni delle attività industriali e artigianali, grandi e piccole.