Strade colabrodo, Lucca chiama Roma

Utilizzare almeno parte della somma che la società dei parcheggi Metro deve al Comune, circa un milione e 600 mila euro per gli incassi del 2017, a copertura delle spese per i non più rimandabili interventi di manutenzione delle strade comunali che, in quanto a buche, hanno poco da invidiare a quelle di Roma. E’ l’ipotesi di cui si parla a Lucca per reperire i fondi da destinare alle nuove asfaltature, per le quali al momento è prevista la somma di appena un milione e mezzo euro in tre anni. Sconsolato, nella seduta della commissione comunale l’assessore Celestino Marchini aveva ammesso che a disposizione per i lavori stradali ci sono pochi spiccioli e che la speranza era di poter utilizzare almeno in parte le somme ricavate dalle multe. Poco dopo è stato annunciato il via a un primo intervento per circa 300.000 euro, che non potrà avere grandi effetti.
Complici la neve, il gelo e le piogge, che si sono aggiunti al perdurante transito di migliaia di Tir al giorno, le strade di Lucca sono un colabrodo e mettono a repentaglio l’incolumità degli automobilisti, oltre a esporli a danni e a costose riparazioni. Non sono un caso le azioni legali intentate al Comune per questi motivi.
Certo, la situazione di Lucca non è dissimile da quella di tante altre città, ma scorrendo le notizie che si possono leggere anche su Internet si vede che altrove l’impegno per la manutenzione è assai più rilevante. Solo per fare un esempio, Pisa nel 2016 ha stanziato tre milioni di euro per la manutenzione delle strade comunali, alle quali dedica somme rilevanti anche Pistoia, tanto per vedere cosa fanno altre città.
Nell’amministrazione comunale c’è consapevolezza di quanto siano inadeguati gli stanziamenti messi in bilancio per rifare gli asfalti, situazione che preoccupa in particolare l’assessore Marchini, il quale ha fatto della sicurezza stradale la priorità della sua azione amministrativa. Un impegno assunto proprio per fare qualcosa di utile in favore della comunità, dopo aver perduto un figlio in giovane età in un incidente stradale sulla circonvallazione, che poteva e doveva essere evitato.
Possibile allora fare di più e di meglio recuperando fondi aggiuntivi? C’è modo di utilizzare la somma che arriva dagli incassi della Metro per la sosta nei tremila stalli blu dei parcheggi a pagamento? E’ per caso già stato previsto, questo importo, nelle entrate da cui il bilancio comunale può attingere?
Più in generale, da tempo i lucchesi si chiedono quali siano le finalità e lo scopo della società comunale dei parcheggi, Metro. E’ vero che da anni non aumenta le tariffe e che queste sono mediamente più basse rispetto a quelle di città vicine. Ma il punto è un altro: Metro è stata creata per garantire un servizio pubblico o per fare cassa? Nel primo caso, tagliato il ramo della società che utilizzava risorse per operare nel campo immobiliare, da più parti si sostiene che Metro dovrebbe chiudere il bilancio in pareggio e non con utili. Pagate spese di gestione, personale e manutenzione, se avanzano cospicue somme dagli incassi dovrebbero insomma essere utilizzate per abbassare le tariffe. Una posizione che fa rizzare i capelli in testa a quanti vedono invece Metro semplicemente come un forziere dal quale attingere soldi. Ma se è così che accade, è certo che i lucchesi accetterebbero meno di malavoglia il balzello che devono pagare per accedere al centro della loro città, sapendo che almeno quel tributo viene utilmente investito per rendere più sicure le strade.
C’è infine un altro punto dolente sul quale l’amministrazione comunale dovrebbe intervenire. I tecnici del Comune che hanno competenza per verificare qualità ed esecuzione dei lavori stradali sono ridotti al lumicino, c’è chi parla di un solo addetto, due al massimo, per controllare le opere su una rete stradale vastissima. In campagna elettorale tutte le forze politiche, di maggioranza e opposizione, avevano rimarcato la necessità di dare priorità assoluta, nell’impossibilità di aumentare il numero dei dipendenti, alla individuazione di figure professionali addette alle verifiche su ogni opera pubblica o lavoro appaltato, dalle strade al verde e a tutti gli altri lavori affidati a ditte esterne. Una scelta che dovrebbe garantire l’utilizzo dei materiali migliori, l’esecuzione delle opere a regola d’arte, l’effettività delle ore di lavoro pagate. C’è ancora questo progetto per garantire la qualità degli interventi ed evitare sprechi? Si è già provveduto a potenziare i settori addetti ai controlli con personale professionalmente preparato? Nel piano di assunzioni, che dovrebbe andare almeno a copertura dei tanti pensionamenti in arrivo in Comune, sono previste figure di tecnici in grado di controllare a dovere le ditte che lavorano per il Comune e i fornitori?