Su strade e ferrovie tanti discorsi e pochi fatti

In occasione del convegno sulle infrastrutture ho scritto sul Corriere Fiorentino questo fondo che riprongo perché l’esito conferma quanto scritto: tante parole, zero fatti, o quasi. (m.l.)

Per il convegno su infrastrutture e  mobilità, che si è tenuto nei giorni scoris a Firenze, la Regione ha scelto un titolo, “Dal dire al fare” , che ricorda vagamente  il gioco della penitenza che si faceva da ragazzi, “dire, fare, baciare, lettera e testamento”. Solo che in questo caso la penitenza la fanno da anni i cittadini e le aziende toscane. Muoversi in Toscana è diventato un’odissea e le infrastrutture sono quello che sono. Della  Tirrenica, in mezzo secolo di chiacchiere, sono stati realizzati appena 40 km di asfalto.  A Peretola  basta un po’ di vento  per impedire i voli. La superstrada Firenze, Pisa e Livorno scoppia. La Due mari procede, però a passo di lumaca. Per non parlare delle ferrovie. Da Firenze a Viareggio i binari sono doppi solo fino a Pistoia, da lì poi (in attesa dei lavori appena cominciati) si viaggia ad un solo binario come ai tempi del Granduca o giù di lì. E il cahier de doléance potrebbe continuare.

In questo quadro desolante ci si chiede chi debba raccogliere l’invito di passare “dal dire al fare” se non la politica e per prima la Regione. Va detto che i nuovi sindaci,, pur di diverso colore politico rispetto ai  predecessori, non sembrano promettere nulla di nuovo sul fronte delle grandi opere. Tutt’altro. Grosseto è in mano al  centrodestra , che si è sempre battuto per la Tirrenica incolpando la sinistra di immobilismo, ma il nuovo sindaco Antonfrancesco Colonna Vivarelli propone la messa in sicurezza dell’Aurelia quando si sa che l’Anas non ha i soldi per realizzare una superstrada e che  senza pedaggio il corridoio tirrenico non potrà essere realizzato.

Il nuovo sindaco di Sesto Fiorentino Lorenzo Falchi, Sinistra italiana, intanto fa sapere a Rossi e al sindaco Dario Nardella che nella Piana “va ridiscusso tutto”. A cominciare dall’aeroporto mentre le multinazionali minacciano di traslocare all’estero le loro aziende se non  verrà costruita la nuova pista.

Ora la palla passa  al governo e alla Regione (domani la due giorni si concluderà con un confronto tra Rossi e il ministro Graziano Delrio). Il governatore assicura, interpellato dal Corriere Fiorentino,  che la Tirrenica non si tocca (“basta prendere in giro la Toscana costiera”), e neppure la costruzione della nuova pista di Peretola. Sembra di capire invece che in Regione non si stracceranno le vesti se a ottobre il Tar dovesse dare ragione ai ricorrenti contro la realizzazione dell’inceneritore.

Comunque sia, se il convegno della Regione non vuole trasformarsi nell’ennesima occasione perduta, la Toscana si aspetta su infrastrutture e mobilità meno “dire” e più “fare”.