Summer Festival e Lucca, i motivi di un rapporto complicato

Alla vigilia del megaconcerto dei Rolling Stones sugli spalti delle Mura (il 23 settembre) divide più che mai la città il dibattito sui costi e i benefici portati dagli eventi del Summer Festival, organizzati dalla D’Alessandro&Galli. Mentre si fregano le mani operatori turistici, pubblici esercenti, ristoratori, commercianti e i tantissimi che vanno anche a dormire da parenti pur di affittare a prezzi salatissimi case e camere, non mancano quanti protestano per i disagi comportati dalla sistemazione di un’area che dovrà ospitare 50.000 persone, e anche per il vulnus portato all’immagine del monumento, che proprio per il suo spazio verde all’esterno è un unicum nel mondo.

Difficile ragionare sui fatti, uscendo dallo spirito di fazione che fa parte del nostro essere toscani ed è nel dna anche dei prudenti lucchesi. Proviamo.

Venti anni di promozione

Non si può in alcun modo disconoscere la promozione della città arrivata per 20 anni dalla manifestazione organizzata con grande capacità da Mimmo D’Alessandro e soci. Se Lucca è entrata a buon diritto a far parte delle città d’arte più visitate della Toscana, se i posti letto sono passati da 800 a diverse migliaia, se il turismo è divenuta la prima economia, fonte di lavoro e, non per pochi, ricchezza, il merito è anche del Summer Festival, manifestazione d’impatto mondiale, come i Comics, altro caposaldo della promozione della città. Magari risultati del genere li raggiungessero quanti tentano di affermare il brand di “Lucca città di Giacomo Puccini e della musica”, o chi si affanna a  creare eventi imperniati sugli enormi tesori che Lucca e il territorio circostante (Comuni confinanti compresi) possono offrire per la sua storia, o suoi monumenti, il suo verde, le sue ville, le sue tradizioni e – se gestiti a dovere, in rete – i suoi musei.

Vantaggi e svantaggi

Alle obiezioni di chi dice che le iniziative di D’Alessandro fanno guadagnare lui e il mondo del turismo e del commercio, recando fastidio agli altri, è facile rispondere che se gli eventi del Summer portano soldi a Lucca, comunque quei soldi entrano in circolo qui (come quelli dei Comics) e producono posti di lavoro in tante attività. Lo dimostrano tra l’altro specifici studi universitari.

Alternative non percorribili

Alle critiche di chi, non avendo proprio simpatia per D’Alessandro, contesta il fatto che non si siano cercate alternative, viene opposta poi una risposta tecnica: tentativi in passato, quando i rapporti tra amministrazione e promoter erano tesi, sono stati fatti, ma non si sono trovati organizzatori di eventi disposti a rischiare per allestimenti nel centro storico e in piazze che contengono poche migliaia di spettatori. Sarebbe ingiusto allora non riconoscere al promoter della D&G il merito di aver saputo convincere artisti di primissimo piano in campo mondiale a venire a esibirsi di fronte a un pubblico modesto per le loro abitudini e per i compensi che chiedono. E, come avviene per i Comics, non si può disconoscere che decisivo è proprio l’appeal della città d’arte dentro le Mura. Spostato in uno stadio di provincia come il Porta Elisa, l’appeal del Summer cadrebbe, come avverrebbe per il fascino dei Comics se finissero nel periferico (e brutto) Polo Fiere.

I termini della convenzione per 5 anni

Ora D’Alessandro chiede una convenzione con il Comune di 5 anni e anche per questo chi non lo sopporta lo accusa di voler diventare a tutti gli effetti il padrone di Lucca. Ma la richiesta non è insensata: proprio per i limiti di pubblico offerti dalla location della rassegna, il promoter (come chiunque altro al posto suo) ha necessità di poter giocare con largo margine sulle date del calendario, sia per ottenere il sì di artisti difficilmente raggiungibili, sia per programmare e promuovere per tempo gli eventi e trovare gli sponsor. E sotto questo aspetto chi tenta di fare promozione turistica in altri campi avrebbe molto da imparare da D’Alessandro.

Bilancio costi-benefici

Sui benefici per la città portati dal Summer non credo quindi ci sia da discutere, ma non per questo vanno trascurati i disagi portati in certi periodi e in certe zone da montaggi e smontaggi. E neppure giudizi sulla città (che peraltro ama, tanto da viverci buona parte dell’anno) espressi dal promoter d’impeto, nei momenti in cui trovava resistenze nell’amministrazione e nelle categorie di fronte ad alcune proposte.  Ecco perché è venuto il momento che l’amministrazione comunale faccia sapere alla città – anche per fugare tanti dubbi a volte malevoli e preconcetti – quanto costa al Comune e alla collettività lucchese il sostengo al Summer e ai suoi eventi, cosa prevede nei dettagli la convenzione in arrivo, cosa torna alla città in cambio del business – legittimo – dell’organizzazione. Un esauriente bilancio sul corretto rapporto costi-benefici aiuterebbe ad evitare future polemiche.

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