Terremoti. Patente antisismica per le case

Sul terremoto e la cultura della sicurezza ho scritto questo editoriale sul Corriere Fiorentino che riproduco qui per coloro che fossero interessati a discuterlo. Grazie. (m.l.)

Quella casa in vendita ci intriga. Chiediamo il prezzo, il numero dei bagni, l’esposizione al sole, la collocazione del salotto, la rumorosità,il costo del condominio e tante altre informazioni. Meno una: la sicurezza sismica. Che giustamente pretendiamo per gli edifici pubblici. E ci piace sottolineare che in Toscana, grazie anche alle battaglie dei cittadini , di passi avanti ne sono stati fatti e ci sentiamo più sicuri quando portiamo i nostri figli a scuola o dobbiamo ricoverarci in ospedale. Purtroppo a questa sensibilità per una sicurezza pubblica non corrisponde un’adeguata consapevolezza per la prevenzione privata. Come ha denunciato al Corriere Fiorentino l’ex direttore generale della Protezione civile Elvezio Galanti  in un Paese classificato a rischio sismico come il nostro ” le scosse di magnitudo 6 non dovrebbero fare morti, invece …cadono gli edifici e piangiamo le vittime”. Galanti mette sotto accusa la nostra scarsa sensibilità per la sicurezza: “Nessuno quando compra una casa si chiede se è’ adeguata contro il rischio sismico o cosa può fare per migliorarla”.  Galanti non è’ solo a lamentare la mancanza di una cultura privata della sicurezza contro le grandi calamità . Il climatologo Gianpiero Maracchi ad esempio lo ripete da anni  ad ogni alluvione o evento disastroso causato dalla pioggia: “Difronte all’intensità di certe piogge possiamo fare poco o nulla. La strada più concreta è’ quella di istituire polizze contro le calamità “.  I cambiamenti climatici e la sismicità diffusa nei nostri territori sono fenomeni con i quali dobbiamo abituarci a convivere. Abbiamo condotto in questi anni battaglie sacrosante per il rispetto del nostro paesaggio e dallo Stato dobbiamo pretendere maggiori finanziamenti per una seria politica di sicurezza sismica e idrogeologico. Ma lo Stato da solo non  basta. Tra l’altro in un ‘epoca di vacche magre in cui le risorse sono limitate. Si impone allora una cultura della sicurezza privata forte, radicata contro gli eventi calamitosi. Galanti racconta di essersi battuto per l’introduzione obbligatoria per ogni casa di un libretto antisismico. Purtroppo la proposta non è’ passata. Troppe resistenze corporative da parte di chi vede nella casa il vantaggio della rendita e non anche l’obbligo sociale e civile della sicurezza . Siamo un Paese in cui il senso civico deve pienamente affermarsi, subalterni come siamo all’idea di uno Stato che a tutto dovrebbe pensare e provvedere. Così non è’. Purtroppo i morti e le rovine di questi giorni sono un monito anche per affermare una diversa cultura e organizzazione dei doveri privati.