Troppo facile finire intercettati (consiglio: al telefono state zitti)


Lo scandalo dei giornalisti intercettati perché indagavano sui migranti e i rapporti tra Italia e Libia, riporta in primo piano l’abnorme quantità di intercettazioni in Italia. 

Il ministero degli Interni  riporta che nei cinque anni 2015-2019 (i dati più recenti) ci sono stati circa 130.000 target. Con il termine target si indica l’oggetto dell’intercettazione non le persone fisiche. Può accadere infatti che un indagato abbia più di un telefono sotto controllo oppure siano stati messi dei microfoni nell’auto e nell’ufficio.

 In media – riferisce ancora il ministero – ogni soggetto “attenzionato” ha 1,6 target sotto controllo. 

Nel corso del 2019 le intercettazioni sono state 121.560, la maggioranza (75.713 ordinate dalla magistratura ordinaria), ben 44.222 disposte dalla DIA, mentre per indagini sul terrorismo sono state 875. Nello stesso anno le singole persone che avevano un telefono sotto controllo sono state circa 61.000. Le persone intercettate anche su altri strumenti 76.000 circa. Ancora qualche cifra ufficiale: durante un’indagine, un telefono resta sotto controllo in media circa 2 mesi. Le intercettazioni ambientali durano circa 72 giorni mentre coprono circa 74 giorni quelle su computer, mail, facebook, whatsapp e altri strumenti informatici. 


Sulla base di questi  numeri ufficiali , facciamo ora due semplici conti. Se 76.000 individui “sotto ascolto” fanno in media 2 telefonate al giorno a persone diverse e mandano un messaggino SMS ad altri, per la durata di due mesi (60 giorni), raggiungiamo la cifra di 13milioni e 680mila persone che finiscono sul brogliaccio degli intercettatori. Questo in un solo anno. Fate voi il conto sugli ultimi cinque anni e otterrete un numero mostruoso.


Gran parte dei loro nomi non compariranno nei faldoni dei processi perché estranee all’oggetto dell’indagine ma comunque ci sarà un agente di polizia, un carabiniere, un pm o un gip che esaminerà il contenuto di quelle conversazioni decidendo se sono pertinenti o se, addirittura, non nascondano elementi per aprire un nuovo filone di approfondimento giudiziario. 


Non è un bello scenario ma è maledettamente realistico. Conclusione: quando siete al telefono avete il diritto di stare in silenzio ma se parlerete sappiate che ciò che dite potrà essere usato contro di voi.