Turismo, i commercianti battono cassa con i vincitori delle elezioni

Fa buon viso a cattivo gioco, la Confcommercio lucchese, all’accorpamento delle Camere di Commercio che, per legge, unisce Lucca a Pisa e Massa Carrara. Intanto batte cassa con i sindaci usciti dal voto, dai quali si aspetta il mantenimento degli impegni presi nei confronti elettorali.

“Nel contesto di una riforma a nostro avviso negativa, certamente subita e non voluta, Confcommercio Lucca – dice il presidente, Ademaro Cordoni – ha lottato con caparbietà per creare una alleanza con Massa Carrara, al fine di evitare macro accorpamenti con province lontane da noi sia dal punto di vista geografico che da quello della conformazione imprenditoriale. Una volta deciso l’accorpamento a tre fra Lucca, Pisa e Massa Carrara, abbiamo portato avanti trattative per far sì che la sede centrale della nuova Camera avesse sede in provincia di Lucca, contrariamente alle indicazioni che la assegnavano invece – per questioni numeriche – a Pisa. Risultato ottenuto: la sede centrale della nuova Camera di Commercio sarà a Viareggio. Ci tengo a ribadire inoltre come Lucca e Carrara non perderanno le loro attuali sedi, che manterranno inalterati i rispettivi servizi”.

Altra situazione affrontata dall’associazione dei commercianti, riunitasi per l’assemblea annuale, è l’esito delle elezioni amministrative in vari Comuni della Lucchesia e della Versilia: oltre a Lucca (dove si va  al ballottaggio domenica 25 giugno),  Bagni di Lucca, Porcari, Forte dei Marmi e Camaiore.

“Abbiamo seguito e seguiamo  con la massima attenzione gli sviluppi elettorali – prosegue Cordoni -. E ne sono chiara dimostrazione i due incontri organizzati e moderati direttamente dalla nostra struttura, tenutisi con i due candidati sindaco di Porcari e con gli otto candidati sindaco di Lucca. Incontri durante i quali ai vari candidati sono stati sottoposti quesiti e temi che giudichiamo di fondamentale importanza. E per i quali, di conseguenza, ci aspettiamo risposte concrete dalle nuove amministrazioni comunali, a prescindere dal colore politico di appartenenza”.

Le richieste sono di una maggiore attenzione al commercio al dettaglio e per politiche che sappiano attirare flussi di turismo qualificato in tutto l’arco dell’anno. Per Cordoni il turismo “è l’unico vero traino dell’economia locale. In questo senso, l’approvazione da parte del Consiglio dei Ministri del piano strategico per il turismo è senza dubbio un provvedimento importante, che ha visto anche il contributo di Confcommercio. Ci sono nodi vecchi da sciogliere, ma anche nuove rivoluzioni da portare avanti come ad esempio il Testo Unico del turismo della Regione Toscana, che assegna ai Comuni capoluogo di provincia la regia del settore. E questo rappresenta per Lucca e Massa opportunità straordinarie da non disperdere”.

Ora Confcommercio attende di vedere nei fatti le risposte promesse dai candidati sindaco. La preoccupazione della categoria è però anche su altri aspetti, come la vicenda dei voucher.

“Un caso paradossale, nel quale a nostro avviso il merito è stato tralasciato e ha prevalso invece lo scontro ideologico sui fatti. Anziché intervenire sugli abusi, i voucher – sostiene il presidente della Confcommercio – sono stati cancellati con un colpo di spugna. Siamo d’accordo con l’intervento del Governo per regolare il lavoro occasionale, ma la soluzione parziale – vittima di troppe mediazioni – temiamo non colpisca il bersaglio. L’attuale stato delle cose penalizza soprattutto le piccole imprese, che di certi strumenti hanno invece assoluto bisogno”.

Altra spina nel fianco dei commercianti il rischio di un nuovo aumento dell’Iva che gelerebbe i consumi. A giudizio di Cordoni “l’aumento dell’Iva ridurrebbe in modo drastico i consumi, incrementando la pressione su famiglie e imprese e penalizzando i redditi più bassi. Certo, sappiamo bene che la questione è solo la punta di un iceberg. Il nostro è un sistema fiscale oneroso, complesso, ingiusto. Servono invece semplicità ed equità, in modo da assicurare stabilità e certezze attraverso un sistema che si giustifichi nei costi e sia comprensibile per gli imprenditori”.

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