Versilia, serve un acido… per tutelare l’economia balneare

Siamo a Capodanno ma invece di pensare ai festeggiamenti c’è chi pensa già alla prossima stagione estiva. Non è strano ma vero. E non è un pensiero soft ma molto più complesso, anzi un pensiero che produce inquietudine e anche preoccupazione. Il pensiero finisce… addirittura per trascinare con sé formule chimiche, algebra cinese per i più, ma di grande impatto per quell’economia turistica che non è più la panacea di tutte le preoccupazioni.

Il miracoloso acido paracetico.

Allora vediamolo questo pensiero assillante: si chiama acido peracetico. Per gli esperti è la panacea di tutti i mali, l’antidoto ideale a quei divieti di balneazione che troppo spesso negli ultimi tre anni hanno colpito la Versilia. Ma non tutti (anche questo, scontato…) sono d’accordo per questa soluzione. Al là dei pro e contro, i Comuni debbono prendere il toro per le corna soprattutto se in gioco c’è l’immagine della costa e anche l’economia turistica che negli ultimi anni – soprattutto a livello d’immagine – ha dovuto fare i conti con stop ai bagni in mare, sia pure temporanei (Viareggio, Camaiore e Pietrasanta sono stati i Comuni più colpiti), piombati fra capo e collo proprio nel momento clou dell’estate.

Danno di immagine.

Un danno d’immagine di difficile quantificazione economica, ma al tempo stesso anche un atto d’accusa nei confronti di quella classe politica che non è riuscita nel corso degli anni a produrre quella serie di interventi tesi a garantire la salubrità dell’acqua del mare,  il “nostro” oro nero. Sembra strano, ma è purtroppo vero che esistono ancora scarichi di case private non collegati ai depuratori a poche centinaia di metri dalla costa.

Cantiere sulla Fossa dell’Abate.

Fra qualche giorno toccherà al comune di Camaiore – capofila dell’intervento in parte finanziato dalla Regione – inaugurare il cantiere sulla Fossa dell’Abate (il piccolo fiume che divide da Viareggio) per la realizzazione di questo impianto per l’utilizzo dell‘acido peracetico (non andrà direttamente nel corso d’acqua, ma nel reticolo di acque chiare e nelle idrovore di sollevamento) in grado di sconfiggere senza… fare prigionieri le colonia di batteri, che in passato hanno provocato più di un attacco di bile a quei balneari che si sono visti recapitare, dal messo comunale, l’ordinanza del divieto di balneazione perché nei prelievi effettuati dall’Arpat la presenza dei coliformi batterici era superiore al limite previsto dalla legge.

L’ira degli imprenditori del turismo.

Mettetevi nei panni degli imprenditori turistici: aspetti con gloria la stagione estiva, sei già da tempo alle prese con la direttiva Bolkestein (la messa all’asta delle concessioni balneari) che non ti fa dormire, lustri con tanto olio di gomito lo stabilimento, aspetti l’arrivo dei turisti che non vogliono altro che spaparazzarsi al sole e poi fare il bagno, e poi sei costetto a dire “no, in acqua no, perché c’è il divieto di balneazione”. Qualche “ma vaffa….” in passato c’è stato, così come qualche “addio”.

L’ottimismo del sindaco di Camaiore.

“Speriamo che l’acido peracetico ci regali un po’ di tranquillità” hanno fatto sapere molti imprenditori balneari. Vedremo. Un fatto è certo: il primo intervento – finanziato con 700 mila euro  dalla Regione – dovrà essere completato entro la metà di aprile, compresa la prima fase di sperimentazione. Se i risultati saranno in linea con le analisi teoriche – “non abbiamo ragione di dubitarne” ha sostenuto il sindaco di Camaiore, Alessandro Del Dotto, in prima fila in questa battaglia per la difesa del mare e dell’economia locale – il sistema anti-divieto di balneazione con l’acido peracetico dovrà essere proposto anche per gli altri due corsi d’acqua che si affacciano sul mare lungo la costa viareggina e versiliese: il Motrone e il Fiumetto a Marina di Pietrasanta, vicino al confine con Forte dei Marmi. Con la speranza che la stagione 2017 sia veramente quella del grande rilancio dell’economia turistica di tutta la costa.