Viaggio nel mondo di don Milani. Seconda puntata: Prato

Le chiese sempre più vuote? Vero. Succedono poi cose strane. Come a Prato, venerdì 9 giugno, dopo cena. Succede che la chiesa di San Pietro a Mezzana sia piena: non c’è una panca vuota. Non ci sono personaggi in programma. Ma un libro, una storia da raccontare e su cui riflettere. Quella di don Milani. Siedo dietro l’altare, accanto a me il parroco don Massimo Malinconi. Breve presentazione. Poi tocca a me, e davanti ad una chiesa strapiena sono emozionato.

Succedono cose strane nel variegato mondo dei fedeli e ammiratori del priore di Barbiana. Se fossi il vescovo di Prato avrei cercato di capire perché tanta gente: ma il vescovo non c’era e temo che, nonostante papa Francesco prossimo alla sua genuflessione sulla tomba di don Milani, nella Chiesa, almeno nei suoi vertici il priore sia ancora scomodo. Mi sbaglio? Felice di essere smentito.

Ecco, è proprio questo che annoto nel mio taccuino: il popolo di don Milani che ama papa Francesco teme che sia solo, “un uomo solo al comando”, come è stato detto. Poi dietro molto, moltissimo muro di gomma. Fatto di tanti ossequi, senza convinzione. Il Cinquantenario della morte di don Milani servirà anche a questo: a capire qualche Chiesa nell’èra di papa Francesco.