Viareggio, Del Ghingaro ‘marcia’ su Roma. Ma con quale bandiera?

In marcia. Per Roma. Da qualche giorno, i ‘pasdaran’ viareggini del sindaco Giorgio Del Ghingaro hanno lanciato la campagna a sostegno di una candidatura del primo cittadino in vista delle elezioni politiche di primavera. Particolare non secondario: manca il riferimento della forza politica che dovrebbe accogliere a braccia aperte Del Ghingaro. Il quale Del Ghingaro – uomo con radici nel centrosinistra – non è certo in buoni rapporti con i vertici locali del Pd (le ferite sempre aperte delle elezioni viareggine), nonostante tentativi di mediazione fiorentini e romani, anche ad altissimo livello. Niente di niente. Almeno per ora, nessuna possibilità di trovare un’intesa.

 Il sindaco ha provato a suo tempo a filtrare con il neonato movimento scissionista dal Pd sostenuto anche dal presidente della Regione, Enrico Rossi. Ora bisogna vedere se è nelle sue corde – la storia ricorda che Parigi (in questo caso Roma) val bene una messa – un’ulteriore conversione a sinistra, avvicinandosi alla creatura di Pietro Grasso, ammesso ma non concesso che i suoi sostenitori viareggini siano d’accordo su questa strategia. Insomma, se Viareggio Democratica – il movimento che più degli altri ha prima generato e poi sostenuto Del Ghingaro nella ‘conquista’ della poltrone di primo cittadino – sta facendo una vigorosa campagna mediatica a sostegno della candidatura, emerge però il limite di fondo a questa disegno: manca, al momento, infatti, il partito convinto a puntare su Del Ghingaro. E non è poco. Anzi può essere un limite invalicabile, a meno che – e qui siamo sempre nel campo delle ipotesi – il disegno di Del Ghingaro e dei suoi sostenitori non sia un altro: in altre parole, avanzare la candidatura, ‘vedere l’effetto che fa’ a livello politico, soprattutto a sinistra, alimentando semmai lo spauracchio del possibile ostracismo nei confronti dei candidati ufficiali del Pd (e dintorni) convogliando i voti dell’universo di Del Ghingaro verso altre candidature della zona viareggina e versiliese. Un’interpretazione che si andrebbe a incastonare nella ‘strana alleanza’ con il sindaco (ormai ex, visto che è sicura la sua candidatura per le politiche nel centrodestra) di Pietrasanta, Massimo Mallegni.

  Fantapolitica? Può darsi. Ma la politica è anche l’arte del trasformismo e della diplomazia, che si regge anche su accordi sotterranei che possono sfuggire anche ai più scafati analisti. Ma se il biglietto per Roma non dovesse arrivare, potrebbe esserci la fase B del progetto: ‘accontentarsi’ di Firenze (in vista delle elezioni regionali), magari con un posto di grande prestigio e responsabilità, magari trovando alleati in un movimento trasversale che aveva già funzionato quando era diventato sindaco di Viareggio.

 ‘Giorgio Del Ghingaro – hanno sottolineato Franco Gargini e Fabrizio Miracolo, due dei ‘colonnelli’ del movimento che sostiene il sindaco di Viareggio – è a nostro avviso l’unico politico che può rappresentare le istanze di tutti gli elettori di Viareggio e della Lucchesia per contribuire tra l’altro in modo fattivo alla bellezza e alla cultura della nostra città e più in generale della nostra provincia. E’ necessario che i partiti politici di centrosinistra propongano candidati legati al territorio, che evidenzino la lontananza dalle vecchie logiche della partitocrazia, lavorando in ambito nazionale nell’esclusivo interesse degli elettori che li hanno votati’.

 Più chiari di così: Del Ghingaro è il loro ‘messia’, con la convinzione che quanto stia facendo da quando è alla guida di Viareggio, abbia prodotti i presupposti per il rilancio della città, bistrattata e impoverita dagli effetti devastanti del dissesto. Un fatto è certo: in città l’indice di gradimento per Del Ghingaro dà l’impressione – mancando sondaggi – di essere in crescita, grazie ad alcuni interventi sull’arredo urbano e sulla viabilità che in un città che vive di turismo costituiscono un bel biglietto da visita. Ma da Viareggio a Roma, la strada è lunga e accidentata.