Viareggio, fra amarcord e sogni futuri: il ritorno di Giorgio Mendella

Per ora è semplicemente ‘una pizzata’, quel piacevole ritrovarsi fra amici dopo tanto tempo. Ma se a lanciare la proposta, sfruttando tutti i canali social, è uno a cui le idee, brillanti e avveniristiche, non sono mai mancate, c’è il sospetto, per ora solo il sospetto, che dietro o dentro la ‘pizzata’, possa essere nascosto qualcosa in grado di movimentare la serata del prossimo 8 dicembre, quando a Viareggio si riuniranno gli ex dipendenti e collaboratori del gruppo Intermercato, che aveva in Giorgio Mendella il suo uomo-immagine, il trascinatore, il demiurgo mediatico. Trenta anni dopo, dunque, Mendella – dopo un periodo di silenzio e di vita riservata, una volta chiusi i conti con la Giustizia (ricordata il crack dei primi anni ’90?) – torna a far sentire la sua voce. E lo fa sfruttando i social, inondati nelle ultime settimane da una serie di inviti alla ‘pizzata‘ che giorno dopo giorno, da una serata in un ristorante con un gruppo di amici, sta sempre più diventando una mini-convention. ‘Dovremo trovare un locale adatto: stiamo crescendo a vista d’occhio’ ha detto Mendella. In poche settimane, il passa parola è diventato virale: le adesioni, già cinquecento, sono destinate a crescere, aprendo un ventaglio di ipotesi sulla scelta della location per l’evento annunciato a fine autunno.

L”andiamo a mangiarci una pizza per ricordare i tempi che furono’, al di là dell’atmosfera amarcord, rischia così di trasformarsi in qualcosa di intrigante perché i suoi vecchi collaboratori sanno che Giorgio Mendella ha sì 65 anni, ma ancora l’argento vivo addosso, non si è rassegnato alle pantofole e alla vita da pensionato. Le nuove tecnologie, il nuovo modo di fare televisione e informazione, continuano ad affascinarlo e a incuriosirlo al punto giusto, per non suscitare in lui un interesse che vada al di là della semplice conoscenza. ‘Giorgio Mendella non scenderà nuovamente in campo’ ha fatto sapere il diretto interessato, tagliando corto rispetto a chi pensava che dietro la ‘pizzata’ ci fosse un colpo a sorpresa. Tra l’altro la scelta della data, l’8 dicembre, poteva dare anche questa impressione, visto che l’8 dicembre 1990 venne inaugurato nel corso di una convention del gruppo Intermercato, in collegato da Viareggio con la Romania, il supermercato Titan, stracolmo di prodotti occidentali, soprattutto italiani: guardate il periodo e pensate che solo un anno prima, era caduto il Muro di Berlino… Un uomo, Mendella, che sapeva cogliere la palla al balzo, sfruttando l’intuito e la capacità di capire il mercato.

Di questi tempi Giorgio Mendella tiene dunque un profilo basso, molto basso, quasi rasoterra. Poche uscite mondane, molte documentazione selettiva, contatti sporadici con i suoi fedelissimi:  ma se ha davvero qualcosa che gli frulla per la testa, qualcosa di accattivante, vedrete, troverà il modo di veicolarlo nei tempi e nei modi giusti al tempo opportuno. Per il momento, però gli piace avere smosso il piacere del ricordo in quanto hanno condiviso il progetto e le iniziative del gruppo Intermercato nella seconda metà degli anni ’80, quando a Viareggio e nel resto della provincia di Lucca, almeno quattrocento persone lavoravano alle sue dipendenze, orgogliose e motivate di essere coinvolte in un progetto che profumava di nuovo. Lui appariva in tv, sugli schermi di Rete Mia, una televisione che per ritagliarsi una fetta di mercato non esitò a fare concorrenza alla Rai e alle altre emittenti private per acquistare i diritti televisivi di gare di calcio internazionale in cui erano impegnate squadre italiane. Ma il ‘piccolo-grande’ impero di Intermercato aveva un difetto strutturale: probabilmente le fondamenta non erano solide e una volta che la Magistratura incominciò ad allargare il raggio di azione su tutte le aziende legate al gruppo, cominciarono i problemi che portarono ad una sfilza di accuse – in particolar modo la raccolta di risparmio senza alcuna autorizzazione da parte della Banca di Italia – che portarono al crack e in un secondo momento all’arresto di Mendella. Tutto quel che segui poi è nella cronaca giudiziaria: processi, condanne, assoluzioni, prescrizioni. Ma il sogno Intermercato era finito. C’è chi si è leccato le ferite, chi ha maledetto il giorno in cui ha dato fiducia a Mendella, chi l’ha ringraziato perché l’ha fatto sentire partecipe di un grande progetto, chi l’ha perdonato perché ‘se ci ho rimesso qualche soldo, non è stato certo per colpa sua’. Pareri in libertà. Pareri che a distanza di quasi trenta anni rifanno capolino a Viareggio – che Mendella ritiene da sempre centrale alla sua vita, non solo ai suoi vecchi progetti imprenditoriali e sportivi – in attesa di quella ‘pizzata’ che tiene tutti sulla corda. Perché con Giorgio Mendella, un colpo di teatro ci può sempre stare. ‘Lasciate perdere, il futuro è dei giovani: io al massimo posso dare qualche consiglio’ fa sapere. Ma la voce è sempre la stessa, la parlantina sciolta e fluente che sa farti sognare. E in tempi dove i sogni finiscono spesso all’alba, chissà che stavolta non siano non solo più duraturi ma possano anche essere realizzati. Non rimane che attendere: il conto alla rovescia per la ‘pizzata’ è già cominciato.