Viareggio, gli impianti sportivi pubblici sono diventati privati. E ora che cosa accadrà?

“E ora aspettiamo che vada all’asta anche la piscina nella speranza che rimanga… viareggina”. Rassegnati? O fatalisti? O forse sarebbe meglio dire realisti. Visto che il presente è sempre figlio legittimo del passato, ci sarebbe da farsi tante domande (e anche qualche “processo” pubblico) sul perché si è arrivati a questo punto. Gli abitanti di Viareggio si specchiano in queste sensazioni amare. E’ la resa dei conti di quella mala amministrazione del passato che ha prodotto il dissesto. Così nella Viareggio che perde i suoi gioielli (pubblici) finiti all’asta (e andati a privati) per effetto del fallimento delle società partecipate del Comune – prima il Centro Congressi Principe di Piemonte, poi il palasport dedicato a Paolo Barsacchi, il campo Scuola ‘Giuliano Del Chiaro’ e il Centro Polo – si fa largo la sfiducia. Sfiducia che si sposa con il timore, come è accaduto per il Campo Scuola, che ad acquistare la struttura siano imprenditori che non hanno le radici in città e che a lungo andare possano snaturare gli impianti. Nelle aste pubbliche non conta la carta di identità o residenza, ma solo ed esclusivamente i soldi che devono concretizzare l’offerta migliore nell’interesse dei creditori del fallimento. Punto e a capo insomma, anche se le polemiche sulle presunte ingerenze dei ‘camaioresi’ sugli impianti sportivi viareggini continuano a fare rumore. Un esempio: per prendere il PalaBarsacchi, il palazzetto dello sport di mille sfide e di grandi spettacoli, il Cgc Viareggio ha dovuto alzare l’offerta di oltre 130mila euro rispetto alla base d’asta iniziale, per la concorrenza di un imprenditore camaiorese.
Aspettiamo dunque l’asta della piscina comunale ‘Mussi Lombardi Femiano’ per gennaio. E pensare che quindici anni fa Viareggio chiuse la porta in faccia ad un progetto della Federazione Nuoto per la realizzazione di una piscina da cinquanta metri all’aperto: la solita storia, le grandi occasioni perdute della città. Ma se è vero che solo chi cade può risorgere, c’è da sperare che gli impianti assegnati all’asta possano ritrovare non solo l’antico splendore, ma anche riservare quegli investimenti necessari per rilanciarsi sul doppio palcoscenico dello sport-spettacolo e dello sport-promozione per i giovani.
Il Cgc Viareggio – diventato proprietario del palazzetto dello sport (o PalaBarsacchi che dir si voglia) – ha intenzione di trasformare la struttura, in una zona strategica della città, in una sorta di ‘casa del Centro’ (seguendo il filo di una vecchia idea del presidente Alessandro Palagi), concentrando in quell’impianto tutta una serie di eventi e di progetti che da tempo fanno parte del libro dei sogni e dei progetti della società. Insomma non solo un impianto sportivo (tra l’altro a due passi dal liceo sportivo cittadino, una scuola che negli ultimi anni ha visto lievitare il numero degli iscritti), ma anche un punto di riferimento per gli appassionati al di fuori del momento agonistico.
Si sussurra anche l’allestimento – a tempo debito – di un piccolo museo dello sport viareggino, con particolare attenzione sulla storia della Coppa Carnevale.
E’ se vogliamo ancora più intrigante il futuro dell’impianto Centro Polo, visto che nella cordata – con capofila l’Uisp – che ha acquistato la struttura polivalente ci sono anche personaggi del calibro di Davide Lippi (procuratore sportivo, figlio dell’ex ct della Nazionale, Marcello), Massimiliano Maddaloni (vice di Lippi nella sua avventura di commissario tecnico della Nazionale cinese) e l’architetto Gino Zavanella, uno dei progettisti dello Juventus Stadium di Torino. Il progetto di trasformare il Centro Polo in un impianto, sempre polivalente, funzionale e all’avanguardia appare scontato visto lo spessore degli investitori. E anche per il campo Scuola ‘Giuliano Del Chiaro’ (inagibile da tempo per le gare ufficiali) i nuovi proprietari ‘stranieri’ hanno intenzioni serie, rilanciandolo come struttura per l’attività di base del calcio. E’ l’impegno che hanno preso con la città. Non rimane che attendere ricordando semmai – chi ha amministrato la città prima del 2012 arrossisca – che risale al 1986 l’ultimo impianto sportivo comunale (un campo da calcio) realizzato. La donazione del campo di calcetto in sintetico ‘Berlino 2006’ fatta da Marcello Lippi dopo la conquista del titolo mondiale in Germania, resta solo una splendida eccezione.